Storia di una Semplice Favola
Alessandro | 21 September 2008Il suo nome è Patrizia, ha 49 anni, vve a Roma, ed è titolare di una lavanderia.
Patrizia è felicemente sposata, con due figli fantastici, lui è sui 30, mentre lei ne ha qualcuno di meno. Il sogno di Patrizia era quello di raggiungere piccolissimi obiettivi, in una vita piena di tanta fatica e di tanti sacrifici.
Patrizia nel 1984 acquista un locale di circa 40mq dietro Portonaccio (quartiere vicino al Tiburtino), ed inizia l’attività commerciale di alvanderia, senza troppe pretese. Con il passare degli anni riesce a mettere da parte qualche soldo, per sistemare il locale, e dargli un senso di pulizia e di cura. Patrizia fa crescere la propria attività con la propria fatica, mettendosi in prima persona a fare turni di lavoro massacranti, ma mettendo tanto amore per quei primi clienti. L’attività con gli anni cresce ancora, e riesce ad ottimizzare gli spazi del piccolo locale investendo i propri guadagni, e a comprare qualche nuova attrezzatura.
Nel 2006 Patrizia prova a chiedere un finanziamento a fondo perduto per rinnovare i macchinari ormai obsoleti, del proprio locale…e con pochi consigli, riesce a scrivere un buon progetto, entrare bene in graduatoria, ed ottiene il finanziamento. Patrizia è commossa, inizia a credere che il mondo sia tondo e non tutto marcio…anche Lei, persona semplice, di periferia, si è ritagliata un piccolo posto tra i nuovi piccoli imprenditori.
Oggi Patrizia ha un locale, sempre di 40mq, ma con i macchinari nuovi, che le permettono di velocizzare il lavoro e avere il triplo dei clienti con la stessa fatica. Patrizia è felice.
Il marito di Patrizia è stato poco bene nell’ultimo anno, ma oggi può raccontarlo. Oggi a Patrizia brillano gli occhi a vedere il suo piccolo successo, e a raccontarmi della sua Famiglia, dei suoi due fantastici figli, e si sente più fortunata di moltissime altre persone…perchè la Salute regna in una semplice, piccola Famiglia della periferia romana…
Oggi Patrizia può iniziare a sognare di fare qualcosa per i propri figli, che non sia solo l’amore che gli ha dato…e le sue speranze, possono essere alimentate dalla gioia che ha provato vedendo premiato i suoi sforzi…
Auguro a tutti di avere gli occhi che aveva Patrizia mentre mi raccontava la propria storia…






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