Cuba: dall’Habana a Trinidad

Habana, 27 dicembre 2008.
per essere grato a Maria e Josè, decido di invitarli a pranzo, avrebbero scelto loro, in quale zona della città saremo stati. Alle 11 di mattina li chiamo e gli dico che sto passando a prenderli, ormai mi muovo per la città sereno e con il minimo sforzo. Arrivo a casa di Dulce, e Maria e Josè sono pronti. Offerto il solito caffè, ci dirigiamo verso l’Aquarium dell’Habana. Josè va a fare i biglietti di ingresso, spacciandomi per un Cubano residente (prezzo del biglietto: 3 cuc contro 7 cuc) e mi portano a mangiare nel locale sotto la vasca dei delfini, dove a breve, ci sarebbe stato lo spettacolo. Durante il pranzo decido di osare nelle domande, e comincio ad essere invadente…cosa ne pensi di tutto
a questa situazione politica? …come ti senti? …cose ti manca? …ma sei felice? …e Maria con molta semplicità mi racconta un pù di vita cubana, spiegandomi quello che una Lonely Planet non ti può spiegare. La madre, qualificato medico, e insegnante, guadagna 600 pesos non convertibili, una moneta cubana che non può essere cambiata con altre monete, ma può essere spesa solo a Cuba. Un pesos convertibile, quello del turista (circa 0,85 ‚Äö?Ñù¬¨¬®) equivale a 24 pesos convertibili. Stipendio di un professionista: circa 30 euro al mese…
Loro non stanno male, perchè lo stato li aiuta in tutto, gli paga gli studi, gli alimenti, la sanità, li fa vivere al limite della miseria, perù li considera anche loro proprietà. Maria mi spiega di essere contenta per la preparazione che riceve nel Paese, ha i migliori insegnanti del mondo, ma la sua personale opinione si scontra con il sistema quando non si sente libera di scegliere, di decidere se andare in fuori dal Paese, o a trovare altri parenti in Spagna…non ne sente la necessità, ma vuole poter decidere…e questa è l’unica limitazione che sente…
Le case non sono di proprietà, il terreno è dello stato, le case si ereditano, e se vuoi cambiarla, puoi solo ’scambiarla’ con un altro cubano…
tanti discorsi sentiti e fatti sul Regime, lasciano il tempo che trovano…la gente di qua ha paura…e questo si sente parlando con loro…vivendo con loro…
Finito lo spettacolo con i Delfini, usciamo dal ristorante, da bravo Italiano entro nell’area della superficie della vasca, per accarezzare i delfini (vedi video) ed ecco che, dopo l’emozione di farli alzare sulle code con un semplice gesto della mano, al terzo delfino non piacciono le mie carezze, e mi da un morso…cci sua!

Il 27 sera mi raggiungono Andrea, Antonio e Stefano, e possiamo cominciare il giro che avevamo previsto, partendo da Trinidad.
Il 28 dicembre la giornata passa tra la spiaggia dell’Habana d’Este (meglio il Circeo…concedetemelo) e l’Habana Vieja, in giro per le piazze che già conoscevo, respirando ancora il fascino della storia di questi ultimi 50 anni, di questa città.

Habana 28 dicembre 2008 – Habana by night.
Ormai con la macchina in giro per l’habana, abbiamo più confidenza con le strade, con i quartieri, e riusciamo a muoverci senza dover chiedere informazioni. Le strade dell’Habana sono numerate, rispecchiano una griglia, le numeri pari sono quelle perpendicolari alla Malecùn…e le dispari le parallele…più semplice non poteva essere…
Conosciamo una persona di quelle che si tramandano da amici stati a Cuba, o amici di amici…Eddy.
Eddy fa il pr, o il manager, o l’accompagnatore turistico…o per meglio dire…il tuttofare. Presi in simpatia, vuole farci vivere un pù di vita notturna (secondo me anche con un fare un pù presuntuoso)…e a noi va.
Dopo una ottima cena alla Bodegita del Medio, famoso locale dove Hemingway veniva a bere il mojito…
Ci invita ad un Party…una festa molto semplice, apparentemente, un pù strana. E’ il compleanno di uno dei cantanti più famosi di Reggetton di Cuba, dice di averlo lanciato lui nel mondo dello spettacolo. Andiamo in questo posto, non c’è tanta gente, saremo una ventina in tutto…altro tenore di vita, altri lussi, quasi americani…ma è davvero una realtà diversa…forse per troppi pochi.
Dopo un’ora a questo party, decidiamo di andare al Salùn Rojo, un locale tra i più famosi dell’Habana, serata di salsa? no…serata disco? No! Serata PMM (Per un Mundo Mejor)!!!
Arriviamo al Salùn Rojo, e vediamo subito il nipote di Castro con un gruppo di amici, che stava entrando. Ecco una serata movimentata! Fuori il locale alcune ragazze aspettano di entrare, ma non capiamo il perchè…tutte belle ragazze… Noi entriamo con Eddy. Il target della serata sembra non corrispondere in nulla alla gente fino a qui vista e conosciuta. Qua c’è gente con i soldi, e tutte le belle ragazze pronte ad accontentare i turisti per 100 cuc…mah…difficile a crederci in un paese in cui lo stato controlla anche quanto zucchero compra la tua famiglia!
Qua inizio a capire le motivazioni per cui Cuba è una meta di turismo sessuale, non condividendo assolutamente questa filosofia, in paese splendido come questo.
Passiamo la serata ed andiamo a dormire, l’indomani ci aspetta un lungo viaggio.

Habana – Trinidad 29 dicembre 2009.
Arriva il momento di lasciare l’Habana, andremo a finire l’anno a Trinidad, nella parte centrale dell’isola.
Ore 12…senza fretta, io ed Antonio passiamo a prendere Andrea e Stefano nel loro albergo. Ci incamminiamo dopo aver chiesto le prime indicazioni, ignari delle distanze e delle condizioni della strada. Tutti mi avevano parlato dell’Auto Pista: l’unica strada di Cuba, che attrversa l’isola, dove trovi di tutto, dal pedone, al cavallo, al camion…ed in effetti…
Usciamo dall’Habana, verso Playa dell’este ed iniziamo a chiedere. La strada è molto larga, sulla destra molte persone fanno l’autostop, e forse sono là da ore. Ogni tanto qualche camion di quelli che noi vediamo in Italia per il trasporto della terra, carica una trentina di persone e continua il cammino. Ci siamo persi…ma era prevedibile: non c’è un cartello..ma che sia uno! Un cubano ci spiega che Fidel non vuole mettere i cartelli nei dintorni dell’Habana, per le strade, per disorientare gli americani, decisione strategica in caso di invasione…assurdo! Solo la gente del posto sa le indicazioni. Carichiamo in macchina una ragazza autostoppista, che andava nella direzione nostra, per farci indicare lo svincolo giusto per Cienfuegos e Trinidad…sennù avremmo continuato a girare e fare inversione su queste strade larghe, tutte uguali…
Viaggio molto molto bello nella parte interna dell’isola, finito il primo tratto della Pista, prendiamo una stradina che passa in mezzo a paesini piccoli e abbandonati dalla civiltà: il loro principale mezzo di trasporto è il cavallo. Stento a credere che in macchina dobbiamo sorpassare cavalli e carretti…ma è una realtà che si conferma strada facendo. Dopo 4 ore di viaggio c fermiamo per strada in un chiosco: una signora vende succo di ananas, anzi, spremuta di ananas…ottima! …prendiamo anche un ananas intero! Prezzo totale: 4 succhi di frutta e un ananas sbucciato e tagliato: 10 pesos cubani, meno di mezzo cuc…meno di mezzo euro!
Il nostro cammino continua fino al tramonto, quando, finalmente arriviamo a Trinidad. Mi hanno parlato tutti benissimo di questo posto, descrivendomelo come il posto dove trascorrere più giorni del mio soggiorno a Cuba…vedremo!
La prima impressione, devo essere sincero, non è ottima: una cittadina molto molto povera, più turisti qua che all’Habana, proprio un paesino…dove sarà il divertimento!?!
In effetti, Trinidad ha nei suoi punti di forza, il calore della gente, e la bellezza di queste case coloniali colorate…mi aspettavo di più, ma sarà il periodo. Ho sentito parlare di Trinidad sempre da ragazze…ed infatti il posto è pieno di ragazze turiste. Ci mettiamo alla ricerca di una casa particular…e le persone ti si litigano pur di trovarti una sistemazione. Ne giriamo un paio, fino ad accontentarci. Troviamo una sistemazione in una casa di una signora cubana molto gentile…ma la sistemazione lascia davvero a desiderare: due stanze, una con un letto ad una piazza e mezzo, dove dormono Andrea e Antonio, ad un palmo di distanza una brandina da bambino, dove passerù la notte io. La seconda stanza ha un letto ad una piazza e mezzo, ma non ha finestre. Bagno per entrambe..o meglio…box-bagno.
Questa è una delle ragioni per le quali, secondo me, il viaggio a Cuba in questo modo, lo puoi fare solo con amici, e non con la tua ragazza. Scusate, ma se devo partire con la mia ragazza, cerco anche il confort…i letti di questa casa, oltre ad essere in condizioni igieniche davvero ‘particular’ sono anche abbastanza piccoli, e scomodi. Ovvio, se al posto delle brandine, hanno inchiodato le travi di legno sotto il letto… Prezzo della sistemzaione: 25 cuc a camera, 12,5 cuc a persona, colazione compresa…10 euro.
Usciamo a cena e subito dopo cena a vedere il posto…
La casa della Musica è niente di più di una scalinata con una ‘festa di paese’ (con tutto il suo fascino) dove i cubani del posto invitano a ballare la salsa le turiste…
Sarù stato duro!?! Forse…ma la prima impressione non è stata stupenda.

Trinidad 30 dicembre 2008.
Ci svegliamo grazie al gallo del vicino, e per la luce che entra dalle finestre ed andiamo in spiaggia. Mare bello, spiaggia corta…abbiamo visto tutti di meglio, comunque una giornata di relax al mare fa sicuramente bene. La giornata passa…scatto le mie 200 foto in questo delizioso paesino…e troviamo una sistemazione migliore per le due notti successive. Alessandro, ragazzo cubano, ci rimorchia per strada e ci offre questa casa, sicuramente migliore, per qualità, e posizione, della prima (prezzo: 30 cuc a notte a camera doppia). Cambiamo casa.
La sera di nuovo alla casa della musica…stessa storia ed iniziamo a sentire di più il calore di questa gente…prima salsa…e da qui…incontro anche Chiara, una mia amica romana…quanto è piccolo il mondo!

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