Habana, primo giorno

Habana, primo giorno.
L’Habana e tutta la sua magia. Sì, proprio così. Mi sveglio di colpo in aereo, guardo dal finestrino e vedo una città illuminata e l’aereo che la sorvolava lentamente. ‘l’Habana!’ esclamo alla mia vicina di posto, e proprio lei, cubana, ci mette un pù per confermare la mia sensazione.
facciamo un passo indietro, di almeno 8 ore. salgo sull’aereo, prendo posto al 29A, dopo poco arriva una signora, aveva il posto vicino al mio, ed è subito prima chiacchiera..è cubana , ma vive nella provincia di Barcellona.
Bene, sentivo che proprio da lei sarebbe cominciato il mio viaggio per Cuba!
Mariana, questo è il suo nome, sta tornando all’Habana, senza marito e figli, a trovare la sorella e la sua famiglia. Dopo almeno 4 ore di sonno (aver fatto nottata ha portato il suo risultato) ed una sosta non prevista a Tenerife, per fare rifornimento, le inizio a chiedere qualche consiglio. Dulce, la sorella di Mariana, ha una casa particular nel quartiere Vedado, nel centro dell’Habana, ma è al completo, quindi sa darmi qualche indicazione solo sui principali posti della città, ma poche cose, avevo già la Lonely Planet… Le chiedo se avesse qualche parente per guidarmi in città, o accompagnarmi a Pinar L Rio, e ci scambiamo i numeri di telefono. Non so, ma vedo queste case particulares molto come piccole imprese a gestione familiare, magari la zia fa da guida, il nipote il transfer…mah…un pù quello ce insegnavo al corso di B&B…
La mattina mi sveglio, colpa del jet lag, alle 6 am, ora locale, smaniando per vedere la città, che la sera prima avevo visto solo da un taxi, tanto per (come ha detto Dani) ‘vedè quello che succede’. Tra una cosa e l’altra si fanno le 11, e decido di usare quel numero di telefono. Chiamo e gentilmente Mariana mi fa prendere appuntamento con la sorella (credo) per le 15.
In ritardo, arrivo con il mio bel taxi, e l’emozione della prima vera uscita per l’Habana, di fronte alla casa di Dulce e Mariana. Mi apre assonnata Maria, 18 anni, figlia di Dulce. sarà lei, con il ragazzo, Josè, 20 anni, a guidare il mio pomeriggio!
Mi fanno entrare e mi offrono da bere…mi presentano qualcuno, ma non saprei dire chi fosse…
devo essere sincero, non sapevo se fidarmi, quanto, e soprattutto non conoscendo il posto, non sapevo quanto poter tenere in vista la mia bambina. Tutte domande a cui ho trovato risposta nel giro di poco. usciamo dalla casa, e superati due blocchi di case, Josè allunga una mano verso la strada (non capivo), si ferma una macchina cubana d’epoca, con il parabrezza incrinato, ci parla, sale davanti e mi fa salire dietro con la sua ragazza. Le ho pensate di tutti i colori! solo il pensiero sano, che due cubani mi stessero guidando nella loro città, mi faceva distogliere il pensiero dal fatto che mi stessero portando nei sobborghi per lasciarmi in mutande. Cretino Ale (direbbe qualcuno)! Dopo due incroci sale un cubano di colore, dietro, vicino a me. ‘Ecco, è fatta…’ penso ‘…ce voleva questo!?! bastava uno la metà…’.
Arriviamo ad un altro incrocio, dopo altri 10 minuti, e Josè paga il conducente 3 cuc (2 euro e mezzo), invitandomi a mettere via la mia banconota da 20 cuc, in quanto non avrebbe mai avuto il resto per un valore così alto.
L’Habana, ci sono, è quella, finalmente…posso cominciare le mie foto, il mio giro…e seguire Josè e Maria. Maria parla molto bene anche l’inglese, mentre Josè, come il 90% dei cubani, di inglese non spiccica una parola. Maria mi fa da guida, spiegandomi anche la storia dei monumenti che vediamo, e il significato delle statue al centro delle piazze che attraversiamo. dal centro dell’Habana, passiamo all’Habana Vieja, davvero suggestiva, per le sue case abitate che cadono a pezzi, e per la gente che la popola. Seguo le mie guide nei vicoli, ed ascolto Maria che spiega, ogni tanto rimanendo indietro per cercare lo spunto per qualche mio scatto. passiamo il Capitolio nacional, proseguiamo per la Plaza de Armas, Plaza del la Catedral ed attraversiamo tutta Obrapìa, fino a Plaza de San Francisco de Asis per finire dopo aver amirato i bar in cui suonano la salsa, a Plaza Vieja. Un tour che nemmeno l”itinerario breve’ della Lonely Planet ha previsto così dettagliato. Il faccio interessante è che Maria lasciava a me tutto il tempo per scattare le foto, e si baciava con Josè, e riprendeva la spiegazione, appena li avevo raggiunti di nuovo…
Scattate 300 foto, camminato per 2 ore abbondanti, e comprata ‘la clave’ (strumento base della salsa), sbuchiamo, al tramonto, all’inizio della Malecùn, pronti per tornare a casa. A casa mi accolgono seduti su una terrazza, tutti i parenti, offrendomi caffè, rom, e delle prelibatezze fritte di cui non ricordo il nome, ma lo avevo letto sulla guida.
Rimango altri 20 minuti a ridere e scherzare con tutta la famiglia (6 persone), chiedendo altri consigli e parlando un pù di me e del mio viaggio…bello, davvero bello.
Il calore di questa gente arriva dentro. Non li conoscevo per niente, mi sentivo a casa, tutti mi davano consigli, indirizzi e nomi di posti dove mangiare bene con poco.
Alle 6,20 li saluto per tornare nel mio quartiere (quasi me ne pento), nel mio lussuoso albergo con piscina sulla 5th Avenida.
provo a prendere un taxi come Josè…ormai lo sapevo fare…ma nulla, non sono capace, pensavo di saperlo fare! mi tocca arrivare sulla Malecùn a piedi per poter trovare qualcuno che mi riporti in albergo…in tempo per comprare una sim card cubana per ricevere telefonate…
Torno in albergo soddisfatto del giro, e contento per aver sfruttato la gentilezza offertami dalla gente locale…
..è cominciato il viaggio che volevo, proprio come lo avevo immaginato…

L’Habana, 27 dicembre 2008, ore 3:47

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