Il cucchiaio è nel cassetto delle posate
E‘ la seconda volta che provo a scrivere due righe, ma non riesco, l’ispirazione forte mi porterebbe a scrivere la ‘lettera a Babbo Natale’, ma siamo ancora al 22, ed è presto. Oggi 22…ieri 21 dicembre 2006.
Davanti alla scuola tanta gente
otto e venti, prima campana
“e spegni quella sigaretta”
e migliaia di gambe e di occhiali
di corsa sulle scale.
Dopo una giornata abbastanza turbolenta, e poco serena, in cui ho stentato ad entrare nelle attività svolte, Giorgio mi ricorda della cena di classe banco, non che me ne fossi dimenticato, perù mi spezza uno stato d’animo tutt’altro che positivo.
E la Divina Commedia, sempre più commedia
al punto che ancora oggi io non so
se Dante era un uomo libero, un fallito o un servo di partito.
Quasi per caso…
Una cena in cui, quasi per caso, incontriamo un’altra compagna di classe (maturità ‘95), ed ancora…quasi per caso, i genitori della sua amica allo stesso ristorante…e quasi per caso, tra una risata e l’altra, tra un racconto e l’altro, esce fuori un diario del 1995, con un post (con gli strumenti degli anni ‘90) scritto nella pagina del 22 dicembre.
Ma Paolo e Francesca, quelli io me li ricordo bene
perchନ¬©, ditemi, chi non si è mai innamorato
di quella del primo banco,
la più carina, la più cretina,
cretino tu, che rideva sempre
proprio quando il tuo amore aveva le stesse parole,
gli stessi respiri del libro che leggevi di nascosto
sotto il banco.
Sembra che il tempo non sia passato, siamo seduti uno vicino all’altro, allo stesso banco tavolo, scherzando sulle sulle solite persone, facendo le stesse battute di 11 anni fa. Bello, davvero bello. Due Vite da raccontare, partite dallo stesso punto di partenza: quel punto di partenza che si chiama scuola dell’obbligo e che finisce con l’esame di maturità…
…e il professore
che ti legge sempre la stessa storia
sullo stesso libro, nello stesso modo,
Bello ricordare e vedere che certe cose non si possono perdere con il tempo e con gli anni…le strade saranno diverse, ma quello che hai vissuto insieme resterà dentro di Te, e farà parte di Te, senza che mai nessuno possa capirlo…perchè ognuno ha vissuto il Suo…
Compagno di scuola, compagno per niente
ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?
P.S.
Erano le scarpe strette a tenermi bloccato. Il Web Unisce.
P.S.”
Testo di Antonello Venditti (anche lui studente del Giulio Cesare)

Mi hai emozionato qualche articolo fa, mi hai regalato una serata di valore inestimabile, continui a confermarmi che l’amicizia vera non muore mai e che gli anni, così, non passano.
Grazie di tutto cuore,
Giorgio.