Set time aside for exercise in the days before the date, whether it's yoga dating online or push ups. Expand your dating pool. Don't act pouty if they insult you playfully, this shows you are immature and can't take jokes. Say sorry. I mean, I know we have to go back to the 8th grade, but make sure he's single first. To make a girl laugh, try these tips. Don't make your partner think you're after him or her and that you're desperate. Take a nice, long shower or bath. Find a way to return anything of your partner's that you may have. It may surprise her in a way. Finally, there is a part called LUCK. Stop texting! Guys enjoy being the one that gets to say what to do. Tell him if you're shy or quiet - he loves you, so he'll understand! Say he likes football don't pretend you all of the sudden LOVE it . Make sure you are capable of loving yourself and another, you must be independent and HAPPY within. Never frown, you never know who might be noticing your smile. Every few days at the outset of a relationship will keep the excitement intact. After taking a picture with him (during which you should get close!), ask him if he has a MySpace or Facebook profile, so that you can link with him. Starting in the center of her lower back rub out and down her sides. Take some time to get to know a person before you invest all of your trust into anybody. Listening will give you material to have fun with as well as to keep the wheels of conversation turning. Personalize your opener. Here are some good compliments by way of example. Don't wear too much make up. If they become an emotional mess, it affects their kids. Can you help it flourish? He will be more focused on whats going on inside and that's important when your first meeting someone. If you've been asked out by a millionaire, do you know how to enjoy your date? If your humor is naturally sunny and gentle, adopting a dark style will come across as forced. Let your distant significant other know that your priorities in life have changed and so have your interests.

Kenya – Jacaranda Beach Resort tra Watamu e Malindi

Vacanza in un villaggio, mal d’Africa, voglia di mare, e la scelta è stata il Kenya. Dopo la parentesi di febbraio in Tanzania, a Zanzibar, il mal d’Africa mi ha richiamato a scegliere una delle sue terre per una settimana di relax con un mio amico. saltato (e rinviato) il Madagascar ed abolito Capo Verde, scegliamo il villaggio del Jacaranda, in Kenya, tra Malindi e Watamu, per la prima settimana di agosto.

Proverò a dare i miei soliti consigli, evidenziando lati positivi e negativi del villaggio, del mare, e soprattutto della terra: l’Africa.
Il villaggio del Jacaranda (Jacaranda Beach Resort) è stato costruito sulla lingua di sabbia che va da Malindi a Watamu, piccole cittadine del Kenya meridionale. Il villaggio è piccolo, 120 camere circa, all’interno della riserva naturale di watamu, tre piscine, ristorante coperto e due bar. Entrando sul loro sito web il villaggio sembra isolato, ma forse la foto è di parecchi anni fa, perchè quello che si vede è solo un terzo del villaggio: sono state realizzate altre due piscine, ma soprattutto vicino sono stati cpostruiti altri resort.

La spiaggia del Jacaranda

La spiaggia del Jacaranda possiamo considerarla tale solo perchè bagnata dal mare. Una piccola spiaggia attrezzata con lettini ed ombrelloni. Per fare un bagno al mare devi riuscire a passare i 30 beach boys che stanno stabili di fronte al villaggio per venderti di tutto, e finalmente vedi l’acqua. Oppss, l’acqua la vedi solo se la marea è a favore (vedi il fenomeno delle maree: il mare ricorda all’uomo quanto è piccolo, ritirandosi di parecchie centinaia di metri, ogni 6 ore). Se la marea te lo permette, finalmente hai il mare! Oppss il mare ha le alghe, e nonostante sia il punto del Kenya con meno alghe, il disturbo è notevole, anche perchè nel parco marino di watamu, non è consentito togliere le alghe. Se puliamo il mare delle alghe, la sabbia non esiste, e gli scogli ti impediscono di camminare per andare a bagnarti. Solo una lingua di sabbia bianca, che esce con l’abbassamento della marea ti permette un bagno decente. Cammina! Ma tanto lo sapevamo che il Kenya non era una meta per chi vuole fare il mare, belle nuotate, ed avere l’acqua trasparente. meglio Zanzibar.

La struttura del Jacaranda

La struttura del Jacaranda Beach Resort è in linea con un buon villaggio in Africa. Senza pretese, soddisfa le richieste e le esigenze dei suoi clienti, se non fosse per la politica di chi la conduce. Il Jacaranda beach resort è in mano a parecchi Tour Operator, quindi le partenze non sono mai contemporanee. InViaggi, Swan Tour ed altri minori gestiscono ognuno i propri clienti, e su questo, devo dire, l’assistenza in villaggio è stat impeccabile, anche se avrei preferito partire con InViaggi, maggior presenza in loco, e maggior efficienza. Dall’Italia ti vendono il soft all inclusive: comincia a contare i 20 euro a settimana (non di cauzione, ma di costo) se vuoi la chiave della cassetta di sicurezza in camera (almeno per il passaporto ed il visto, credo sia indispensabile); in spiaggia, il bar non ha nemmeno fanta o coca cola, solo acqua dal dispenser e succo di frutta.
Il ristorante si salva con il cibo italiano e qualcosa di locale. sempre pasta, pesce e carne, cibo semplice, senza complicarsi troppo con il rischio di passare la settimana di vacanza in camera per dissenteria.
L’animazione, più che soft, è inesistente, e nonostante il villaggio sia frequentato da sole coppie, i 4 timidi (paradosso per un animatore) ragazzi dello staff non organizzano nulla, e spesso, se non sei single e bionda, non ti rivolgono nemmeno il saluto. decisamente più simpatici i beach boys. Lasciamo stare gli spettacoli serali, non voglio perdere tempo. Alle 10,30 si può (o si deve) andare a dormire o inventarsi qualcosa. tutto finisce.
Bocciata la Swan Tour che vola con Blu Panorama (Blu-express) e la sera prima del rientro, ha cambiato il volo Mombasa-Fiumicino in Mombasa-Malpensa-Fiumicino senza avvertire nessuno.
La strada per arrivare al Jacaranda? Semplicemente pochissimi chilometri da Malindi ed altrettanti da watamu, ma di sterrato che nemmeno con la jeep il tuo stomaco arriva intatto. Per fare questi pochissimi km, forse 4 o nemmeno, ci si mettono 45 minuti per Malindi. Con una strada asfaltata arriveresti a malindi in pochi minuti. Il bello è che la strada è piena di resort, ma evidentemente non tanto potenti da asfaltare 4 km di strada. Direi che può essere un altro motivo per non scegliere il Jacaranda beach come villaggio, in Kenya.

Lo staff e la proprietà del Jacaranda

Credo valga la pena spendere due parole sul proprietario del Jacaranda Beach, persona, a mio avviso, di poca professionalità e competenza. Ricordiamo che sempre un imprenditore nel settore del turismo, non un benefattore.
Durante il Safari ho comprato 84 kg di farina, distribuiti, poi, nei villaggi (con le case di fango) ai bambini. Con un kg di farina mangiano 5 persone per un giorno. In spiaggia avevo promesso della farina ad una mamma di 4 bimbi, che avevo conosciuto scattando delle foto. Faccio avanzare volutamente 24 kg di farina e li porto all’interno del Jacaranda un pomeriggio di pioggia, quando la spiaggia era deserta, di turisti e di beach boys. Erano le 18, il sole non c’era più (inizia ad andare via alle 17) e la mamma era là, aspettando me, come le avevo promesso, per un pacco di farina. Con Mapo scendiamo a portarle 4 pacchi (2 a testa) e li diamo in mano ai bambini. Tempo pochi minuti arriva un signore (ho scoperto dopo essere il proprietario) iniziando una paternale “state facendo un gesto assolutamente diseducativo, non sono cose che si fanno davanti alla spiaggia, chi meglio di me sa come si fa la beneficienza a questa gente…bla bla bla…” generando in noi, un senso di colpa nato da un sentimento di cuore. Ricordo, che il proprietario del villaggio (dicono) paghi uno stipendio medio ad un suo cameriere intorno ai 100 euro/mese. Altro personale è pagato con uno scambio merce (un viaggio in cambio di un mese di lavoro?). La mattina dopo, ospiti del proprietario erano 5 persone di colore, sui lettini del villaggio, piene di giochi, e servite dai camerieri.
Io non sono razzista, ma credo che un africano, soffra di più a vedere un suo pari servito e riverito davanti a lui che lotta per vendere una escursione, piuttosto che a un bambino che riceve in regalo un pacco di farina. A voi il resto dei commenti.
Non regalate le caramelle ai bambini, perchè in Africa non ci sono dentisti. Non regalate le bottiglie di acqua, perchè non hanno lo smaltimento dei rifiuti. Non regalate maschere, perchè se le vendono. Non date soldi, perchè si comprano la droga. da oggi, non regalate nemmeno più la farine, perchè è diseducativo!!!
Io credo che l’importante è fare qualcosa per loro, ce vivono nelle case di fango e non hanno nulla, a buon cuore di ognuno, valutando il valutabile, ma senza sentirsi male per due giorni per aver sfamato una famiglia di 5 persone per un giorno.

Il responsabile delle escursioni non riusciva a smettere di ridere raccontando che una barca con 20 persone si era capovolta, durante l’escursione Safari Blu (vedi sotto). Fossi sceso io da quella barca credo gli avrei fatto passare la voglia di ridere.

Il tempo in Kenya

Agosto non è il periodo più consigliato, le piogge sono frequenti e non mancano mai durante la giornata. Molto vento non fa sentire il sole quando picchia, senza superare, la temperatura, mai i 30 gradi. gradevole. se penso che a febbraio a zanzibar non sono riuscito a mettere mai, la sera, i pantaloni lunghi e l’umidità era dell’80% con 34 gradi, diciamo che tornerei ad agosto piuttosto che a febbraio.

Il Safari in Kenya

Il Safari in Kenya non può essere messo da parte, anche se il viaggio è di una sola settimana, passare una notte nella Savana è una di quelle emozioni forti, che no può totalmente essere raccontata. Il Parco dello Tsavo East è stato lo scenario del mio safari, con una notte passata al Voi Elephant Lodge, splendido resort a confine con il parco. Il Lodge sorge di fronte ad una pozza d’acqua, dove passano di continuo gli animali a bere. Andare a dormire con 16 elefanti che, in fila, passano a pochi metri per andare a bere, non ha prezzo. La struttura gode di ogni confort, una spa con centro massaggi, due piscine, camere con bagno privato, ristorante e servizio 5 stelle.
Il villaggio vende l’escursione ma con sistemazione in tenda. Se posso darvi un consiglio, fatela con i beach boys, lavorano tutti con agenzie locali, come fa il villaggio stesso, l’assicurazione è la stessa, e la tratta anche. Fate mangiare anche gli altri…non solo il villaggio. Il segreto di una buona riuscita del Safari è solo l’autista del pullman, ed il nostro ci ha portato ad un metro da un leone maschio ed è riuscito a farci vedere tutti gli animali, compreso un ghepardo che mangiava una gazzella appena cacciata. Fate il Safari in Kenya con Tony Manero, e ditegli che vi manda Alessandro. Io ho fatto il Safari di due giorni, ma se avete tempo, fatevi non solo lo Tsavo East ma anche l’Amboseli per fotografare gli animali con il Kilimangiaro sullo sfondo. Se avete davvero tempo, invece, fate il parco più bello, il Masai Mara (prossima meta africana), dove si arriva con un volo interno, spartano, a bassa quota, al confine con la Tanzania.

Le escursioni in Kenya, dal Jacaranda Beach

Oltre al Safari nei fantastici parchi, la zona vi offre:

  • l’escursione a sardegna due: evitatela, perchè è di fronte al villaggio. Fatela fare a chi viene da altre zone del kenya.
  • Il safari Blue: personalmente non l’ho fatta, ma semplicemente perchè il giorno prima del mio arrivo, si era ribaltata una barca, in escursione con il villaggio del Jacaranda, con a bordo 20 persone. Non immagino la scena, zaini, documenti, telefonini ed altro in mare, per il mare grosso, magari nel panico. Per la cronaca, il villaggio del Jacaranda non ha rimborsato nemmeno la quota dell’escursione. da denuncia.
  • L’isola dell’amore. Forse l’unica occasione di fare un bagno come si deve. Si arriva con un barchino su un’isolotto con una spiaggia a forma di cuore, e dopo ore, la marea scende e si ritorna a piedi. detto così è l’ideale. Quando l’ho provata a fare io, le maree erano sbagliate e il mare grosso.
  • Malindi. La città di Malindi misto tra il caos di una città africana ed un villaggio dove la civiltà sta iniziando a bussare. L’emozione di un mercato locale, per comprare i tessuti indiani, o per fare un aperitivo sul lungo mare è tra le emozioni che ti danno il mal d’Africa. Non ti dimenticare di essere in Africa, quindi il quartiere più sporco e malfamato della tua città sarà sempre più tranquillo, sicuro, e pulito.

Dopo tutte queste critiche cosa manca. solo un bellissimo ricordo del posto, il mal d’Africa cresce ogni volta che vado.
Il villaggio non lo consiglierei, il tempo non è stato il massimo, la compagnia perfetta e l’emozione di visitare i villaggi dell’Africa non ha prezzo. Dormire nella Savana e vedere all’alba un branco di elefanti dissetarsi è stato il momento più forte e indimenticabile. Il leone, mio animale preferito, a 2 metri credo diventerà la copertina del mio prossimo libro fotografico, libro che terminerò dopo aver fatto il Masai Mara.

Jambo…Out of Africa!

Le mie foto del Kenya (in aggiornamento continuo)

Twitter Digg Delicious Stumbleupon Technorati Facebook Email

11 Responses to “Kenya – Jacaranda Beach Resort tra Watamu e Malindi”

  1. Ciao Alessandro

    Forse leggo male ma mi sei sembrato un tantino polemico ….. 😉
    Conosco molto bene quella zona ed anche l’albergo in cui sei stato .
    Ho un agenzia di viaggi …. è sicuramente da consulente ti dico che avrebbero dovuto avvisarti che la struttura non era proprio adatta a due single ma è più per coppie o diciamo persone oltre gli anta che vogliono totale relax.
    Per quanto riguarda il mare mi dispiace che non ti è piaciuto ma l’Africa è bella proprio perchè unica nel suo genere :-).
    Mi auguro che tornerai di nuovo in Kenya … è un posto meraviglioso e non si finisce mai di amarlo .
    un saluto da un esperta sul kenya
    dani

  2. Ciao Dani, grazie per il confronto.
    Il mio articolo un pó polemico? Forse verso la struttura del jacaranda beach resort. Sono partito con una amico, per sentire il profumo dell’Africa ed il viaggio é stato stupendo, proprio come lo volevo.
    Non cercavo gente diversa o giovani per fare tardi la sera, se questo é emerso dal mio post, é una interpretazione sbagliata. Adoro l’Africa e tornerei altre 1000 volte in Kenya. Mi sento di poter dire la mia sul villaggio in quanto viaggio in villaggio da 20 anni, e saró stato in altrettanti villaggi turistici, di ogni tipo, tour operator e Paese. Mi sento anche di criticare il mare del Jacaranda, in quanto apprezzabile solo da chi non ‘conosce’ il mare bello. Al Jacaranda non puoi fare il bagno al mare, dalla spiaggia. Ci sono gli scogli a pelo con la sabbia, se vuoi immergerti devi andare con le scarpette…molto lontano e lentamente…non mi puoi dire che é piacevole questo :)))
    Sono stato a Zanzibar e nonostante le maree, avevi la sabbia davanti al villaggio…
    Sono stato al Veraclub di watamu, sempre in Kenya, e davanti al villaggio hanno la sabbia…
    Quando torno a casa, ti do il link alle foto che ho fatto alla spiaggia, gradirei le tue osservazioni a quelle :)))
    Il mare dell’Africa, differente da quello caraibico, mi piace per differenti motivi…ma certo il tratto di spiaggia del Jacaranda é uno dei peggiori…basta spostarsi di un km e già inizi a ragionare: sabbia e possibilità di farsi un tuffo (maree e permettendo, e questo non rientra nelle ossrvazioni sul Jacaranda).
    adoro il Kenya e tornerò sicuramente…la magia africana non é spiegabile, come sai.

    Se dovessi consigliare, non consiglierei mai questa struttura nemmeno ad una coppia…sempre per i motivi di cui sopra. Per me la vacanza é sacra, si deve star bene, e credimi (parlo da ex animatore), ci vuole un Po di competenza in più dei signori che sono al jacaranda beach resort di watamu.

    Mi sono limitato a descrivere strada del villaggio, spiaggia e dettagli importanti per chi viaggia :))) credo siano consigli utili che la gente debba prendere in considerazione.

    La mia vacanza in Kenya é stata sicuramente positiva…ma per l’Africa.
    Ciao

  3. Il proprietario del Jacaranda Beach 27. Aug, 2010 at 19:21

    Credo sia doveroso postare la replica diretta del proprietario del Jacaranda beach resort, pubblicata su facebook al seguente link: http://www.facebook.com/topic.php?topic=20893&uid=10150137756220613

    Jacaranda Beach Resort Buongiorno a tutti,
    rispondo a quanto scritto sul blog di Alessandro Tripodi sul suo viaggio in kenya linkato il 14 agosto. Fino ad oggi non sono mai intervenuto e non ho mai risposto hai varicommenti ” consigli ” che i clienti\ospiti fanno al loro rientro da un soggiorno al Jacaranda.
    Facebook così come altri spazi del web rappresenta un valido strumento di scambio di idee ed informazioni a volte frettolose, ma utili in piu’ di un caso, sia a noi che ai nostri ospiti.Questa volta mi concedo volentieri un’ eccezione per almeno due buoni motivi . Il Jacaranda , come struttura alberghiera nel suo complesso viene rappresentata in modo non corrispondente al vero , con una buona punta di astio , oltre che di solenni bugie .Il secondo motivo, ed e’ quello che piu’ mi preme, e’ che non solo si fanno degli errori marchiani con l’ intenzione di fare beneficenza , addirittura mi si chiama in causa come un cinico profittatore dei kenyoti, insensibile a chi soffre , pronto a redarguire chi vuol fare del bene . E’ vero , sono un imprenditore del turismo , ma in termini di solidarietà non accetto lezioni da nessuno , proprio per ciò che in questo senso ho fatto e continuo a fare . Ma di questo in un altro momento …..Prima vorrei rettificare alcune imprecisioni che ho rilevato nel racconto . 1) il Jacaranda attualmente ha 152 camere non 120, la “piccola ” spiaggia del Jacaranda dal confine sx zona bancarelle a quello dx ( villaggio eden ) e’ oltre 250 metri. Dalla homepage del sito si intuisce facilmente . certo 250 metri a qualcuno possono sembrare pochi : opinione che rispetto. Il resto della spiaggia si estende per kilometri I lettini sono oltre 300 distribuiti tra le tre aree piscina e mare. I beach boys sono piu’ di trenta cercano di fare al meglio il loro lavoro. Vendere…..di tutto…la maggior parte sono ragazzi perbene: cercano di conquistare la fiducia delle persone stando normalmente distanti dalla spiaggia, in acqua, o ai lati della struttura dove i clienti possono tranquillamente recarsi per trattare o barattare le loro cose. Molte volte sono gli ospiti che infischiandosene degli altri, li chiamano nella parte privata del resort ed iniziano una trattativa asfissiante per pochi scellini creando oltretutto problemi alla security della struttura. I b.b. sono tanti e circondano le persone per i primi due\tre giorni, sono amichevoli e simpatici , ma non a tutti . .Il Jacaranda e’ una delle poche strutture che da la colazione fuori orario senza alcun supplemento, anche a chi va’ in safari con i beach boys.
    Le alghe sono presenti in minor quantita’ rispetto a Watamu e possono essere rimosse: ogni mattina la spiaggia viene pulita, non ci sono scogli nel mare davanti al Jacaranda, ma corallo. Per passeggiate e’ consigliabile portare scarpette da mare.
    Il Jacaranda non e’ un villaggio: e’ sconsigliato a chi vuole fare vita notturna ; e’ sconsigliato a chi cerca animatori che raccontino barzellette nei vari dialetti italiani . E’ adatto a chi vuole riposarsi e vivere l’ Africa. Si fanno tre spettacoli settimanali: danze Masai, acrobati e danze Giriama. Purtroppo non c’e’ il Cirque du Soleil e Watamu non e’ Las Vegas. I ragazzi dello staff organizzano uscite serali a Malindi (ma ci si può andare in tutta tranquillità da soli ), dove c’ è qualche occasione , ma chi cerca Ibiza ha sbagliato posto. 14 sono i kilometri che separano il Jacaranda da Malindi di cui 8.5 di strada corallina non asfaltata fino al bivio di kìjìwetanga percorribili in totale 30 minuti : non 4 kilometri in 45 minuti. Vuol dire una media di circa 30 km all’ ora, quindi se non proprio agevole , non si puo’ nemmeno definire un percorso da ribaltare lo stomaco , soprattutto da parte di un sedicente viaggiatore. La strada per Watamu e’ diversa : piu’ breve , ma piu’ difficoltosa e si percorre in 15/20 minuti .in ogni caso consiglio prima di recarsi in kenya o in qualsiasi altra parte del mondo di leggere con attenzione i cataloghi e siti dei tour operator , le guide e se si hanno domande \richieste specifiche di rivolgersi al sito della struttura che si e’ scelto.
    Apprezzo inoltre la profondita’ di analisi con cui afferma che i diversi resort non hanno il potere di far asfaltare 8,5 (non 4 ) km di strada. Crede che sia una questione di potere dei resort? Si e’ mai fatto qualche domanda , ad esempio , sulla Salerno Reggio Calabria ? esiste un progetto per la strada fra l’ area Jacaranda e Malindi , e quando inizieranno i lavori ne sara’ informato .
    A breve con il tema della solidarietà in Africa ….invito tutti a intervenire

  4. WhiteLady Chiara Santevecchi Mi dispiace ma io concordo con il blogger per l’intervento.
    Confermo l’impressione sul bar: con tutti i soldi spesi avere da bere solo acqua, te e succo di frutta non è ammissibile,cosi come l’orario di chiusura dell all inclusive che è solo alle 23.se uno ha sete che fa dopo quell’ora?
    Per la storia della strada non asfaltata concordo.ma non sapendo le leggi in materia nn pretenderei di averla sistemata, ma che le navette per portarci in paese nn siano a pagamento si!!!! Pagare 8 euro per uscire è un’indecenza, sarebbe più professionale gratis o a un costo magari solo di 1 o 2 euro tanto per fare il gesto,la benzina in Africa costa davvero poco!!! E il tizio delle navette anche lui poco professionale x motivi che ora nn vi elenco!
    Anomazione inesistente:verissimo!capisco l’animo soft della stessa ma nelle giornate di pioggia ci giravamo i pollici e loro nn organizzavano nulla!se nn fosse che almeno son simpatici!l’unica che nn si salva è Samanta che manco i bambini si sa tenere buoni, li vedevo spesso soli senza lei e nn facevano giochi organizzati per loro!
    La perla era l’assistente italiana di Inviaggi, Patrizia, sempre presente e gentilissima!
    Per le escursioni fatele pure con i BB, nella spiaggia fanno “colore” e se li sapete prendere non rompono più di tanto.

    Per il proprietario nn saprei che dire perchee nn l’ho conosciuto, solo intravisto. Ma mi verrebbe da dire che forse se si applicasse di più questi problemi nn ci sarebbero!
    Scusate se nn avete letto quello che volevate leggere.
    Jambo!

  5. Perfetto. Dopo qualche giorno dalle mie semplici opinioni (a volte fraitese) mi vedo addirittura una discussione aperta dal proprietario del villaggio, in cui invita i suoi clienti a inveire contro le mie idee…mamma mia, il potere del ruolo forse!?! Risponderò continuando a dire il mio pensiero, ormai mi sento importante, e tenuto in considerazione, che non posso limitarmi a leggere qualcosa su di me.
    Ma andiamo con ordine.

    @ Lara: mi piace che concludi il tuo pensiero invitando un pò tutti ad accettare opinioni diverse dalle proprie…è quello che volevo semplicemente fare io, ma sono stato frainteso. Mi sembra che nel mio Blog dicevo che la vacanza che cercavo era proprio di relax, e non volevo vita mondana e discoteche…o forse lo leggo solo io!?! Opps, no, scusate, l’imprenditore del turismo (che non si da un nome e cognome, al contrario mio) ha supposto che io cercassi un posto come Ibiza…mah…risponderò anche a questo…
    Parli molto del Safari, sono d’accordo con te, bello, bellissimo, sistemazioni sopra ogni aspettativa, on si può chiedere di più…io ho fatto anche un massaggio all’arrivo al campo :)))

    @ Chiara: grazie della conferma su quello che ho scritto. Non voglio schieramenti e non era mia intenzione dare così importanza ad una mia riflessione sul villaggio, però, chiamato in causa con nome e cognome, mi sento di dover rispondere.

    @ imprenditore del turismo: innanzi tutto buonasera, il mio nome è Alessandro Tripodi, sono stato suo cliente (=qualche spiccio che ha in tasca è anche mio), e mi sento un pò troppo importante quando Lei invita i suoi clienti a rispondere ‘contro’ un articolo del mio Blog. Non lo chiamo abuso di potere, e voglio vederlo come un semplice, elegante e pulito confronto diretto di idee.
    Credevo fosse chiaro dal mio blog che la vacanza che cercavo era all’insegna del relax, sono partito con un amico, per continuare a esplorare l’Africa (eravamo stati entrambi già in Madagascar e a Zanzibar, oltre che il Marocco e Tunisia). Si figuri, non sono mai stato a Ibiza, e non credo di andarci per i prossimi 80 anni, è veramente un poso lontano dal mio modo di essere. La invito a rivedere alcuni termini della sua risposta, in quanto non ritengo che un’opinione possa essere identificata come ‘solenne bigia’ (mi ha dato del bugiardo, mi offendo), e certo non volevo darLe alcuna lezione di solidarietà, lungi da me il farlo, sono solo alla 5° esperienza in Africa, devo ancora capire molto. Mi sfugge anche la parte del mio articolo in cui (lei dice) la identifico come “cinico profittatore dei kenyoti, insensibile a chi soffre”, credo che vada rivista senza l’astio che Lei ha nei miei confronti.
    Lungi da me il criticare la lunghezza della spiaggia, 50 metri o 500 non fanno la differenza se davanti non ci si può fare il bagno. Perchè ha voluto vedere una critica alla lunghezza della ‘sua’ spiaggia!?! Il solito complesso maschile!?! Ammettiamo che, corta o lunga, importante è che ci si possa fare il bagno, o è solo un mio desiderio!?! Anche sul numero delle stanze ha visto una critica? 152 e non 120? Per me è la grandezza ideale per un villaggio da relax, il mio riferimento era soltanto di cronaca, niente di più.
    Perchè vuole farmi passare per una persona ‘contro’ i Beach Boys!?! ragazzi fantastici, li adoro. Pensi che ho fatto il safari con loro, la gita all’isola dell’amore con altri di loro, la gita a Sardegna due con altri ancora di loro, comprato alle bancarelle di quasi tutti, e mi scrivo tutt’ora con alcuni di loro. Mi può aiutare a cercare il passo dove criticavo questi ragazzi volenterosi, per favore!?!
    -mi sembra di rispondere ad una persona che non ha letto il mio articolo- -continuo passo passo al Suo commento per non perdermi nulla, scusate la lentezza-
    Il fenomeno delle alghe!?! Non lo deve giustificare, è un fenomeno presente, come ho detto anche io, in forma minore rispetto alle altre spiagge…se poi ho chiamato con il nome sbagliato la barriera corallina che non permette di entrare in acqua, invito a vedere queste foto, da me scattate:
    http://www.flickr.com/photos/aletripo/sets/72157624819940132/with/4932193111/

    La mia critica alla strada? bhè, se per fare 8,5 km ci si mettono 35 minuti, qualcosa di vero nei miei appunti c’è. Ed il ‘sedicente’ (come lei mi definisce) viaggiatore accetta questi tempi se deve andare in posti sconosciuti incontaminati, ma se va in un resort… e comunque la mia era una domanda tra me e me…mi limitavo a chiedermi come mai, con 4 o 5 resort nella stessa zona, non si sia costruita una strada decente, tutto qua. Alquanto banale il suo paragone con la Salerno-RC, davvero non ne trovo un nesso.

    Mi stupisce come mai non abbia commentato e ripreso, a questo punto, anche i punti del ‘costo cassetta di sicurezza’ o del mancato rimborso (non dei beni persi dai turisti nel ribaltamento dell’imbarcazione) della escursione Safari Blue per il ribaltamento della barca con i Suoi ospiti a bordo…

    Signor Imprenditore di Turismo, mi trova disponibile al confronto ogni volta che lo vuole, ma facciamolo da persona adulte: mi faccia le critiche su quello che scrivo, non su quello che Lei vuole leggere nei miei racconti (e che cercando non trovo). Ho fatto animatore nei villaggi sono stato ospite di 30 villaggi in altrettante parti del mondo, ho creato una community sul web, sui villaggi vacanze con 20.000 foto degli utenti (non mi faccio pubblicità non dicendo il nome del sito). Non mi sento ad un punto di arrivo, per cui la mia ‘parola’ debba essere presa come vangelo, ma mi consenta di esprimere la mia libera opinione, senza offendere nessuno, ma ancora ad un punto di partenza. Rispetti il mio pensiero, e, senza troppo rumore, provi a mettere in discussione qualche frase. Sicuramente non potrà portare sabbia bianca e farinosa sulla sua lunga spiaggia, ma, mi creda, i Suoi Clienti li può coccolare un pò di più, non tutti sono fortunati come me da poter fare vacanze di 4 o 5 settimane l’anno, e credo che ogni persona che spende dei soldi per andare in vacanza debba sentirsi un pò più ‘speciale’, oltre che rispettata più di quanto Lei ha fatto con me, invitando i Suoi Clienti a rispondere ‘contro’ il mio blog personale.

    Con affetto ad una terra che mi ha conquistato, amore verso gli occhi della gente che per poco è disposta a dare tutto, ed un semplice e piacevole ricordo di una settimana di vacanza,
    un saluto,

    Alessandro

    P.S.
    I miei contatti personali sono pubblici sul mio blog, sul mio sito personale e sulla mia pagina di fb.

  6. Pasquale Tiritò 28. Aug, 2010 at 18:03

    dalla Fan Page di Facebook su Jacaranda Beach Resort

    SOLIDARIETA’ CONSAPEVOLE VS BENEFICIENZA MORDI E FUGGI
    contributo di Pasquale Tiritò , gestore del JACARANDA BEACH RESORT

    Buongiorno a tutti!
    Credo che la particolarità del mezzo dove ci troviamo a confrontarci possa dare adito a fraintendimenti . Mi spiego meglio, se si leggesse il mio post con attenzione , il mio invito ad intervenire non è certo su beach boys (se ne parla talmente tanto ) , cassette di sicurezza , strada , all
    inclusive e intrattenimento più o meno soft. Il racconto di Alessandro era per me un’ occasione per puntualizzare alcuni fatti su cui spesso si sente tutto ed il contrario di tutto . Il mio appello all’intervento , e questo mi preme , era sul tema della solidarietà , che nel post avevo appunto preannunciato e che finalmente posso affrontare, senza nulla di personale verso il blogger . Purtroppo , come a volte accade sui giornali , il titolo non rende affatto giustizia al contenuto.
    Le sue opinioni, Alessandro , hanno tutto il mio rispetto- Lei sa benissimo che avrei potuto cancellare da subito il suo link – figuriamoci se debba chiamare i fan del Jacaranda “all’ invettiva “.
    Se questo accade ,devo dire subito che non mi piace . Se in qualche modo L’ ho offesa , mi scuso.
    Che “Watamu non sia Ibiza” , non vale per Lei , ma forse può valere per altri , glielo garantisco .
    In quanto al confronto su temi quali l’ escursione , cassette di sicurezza , etc può essere rimandato di qualche post , ricordandoLe però , che lei parla “per sentito dire” , ed esprime giudizi pesanti e
    personali con una certa facilità : vorrei un po’ di rispetto anche io . E un ‘ ultima cosa : Alessandro , perchè ,in Kenya dopo il nostro confronto sull’ episodio della farina, mi ha addirittura ringraziato , e successivamente , al ritorno , invece mi presenta come quello che fa “la paternale” e La “fa star male per due giorni “? Senza polemica alcuna , questa non l’ ho capita . Ma veniamo al vero tema su cui mi interessa l’ opinione di tutti , e ,se mi è concesso , sul quale vorrei fare un appello, che si traduca in fatti e non solo in parole sul web .
    La solidarietà è una questione di cui mi occupo da 30 anni , cioè da quando ho conosciuto il Kenya .Sono un imprenditore del turismo , è vero, ma mi sono occupato da sempre di chi è meno fortunato .Senza andare troppo indietro nel tempo , da quando gestisco il Jacaranda , ho avuto a cuore le condizioni delle persone che abitano in quell’ area . Ho contribuito a portare l’ energia elettrica , ho contribuito alla costruzione di una strada ad uso esclusivo della comunità locale . Ho iniziato i lavori per una scuola destinata ai bambini della comunità di Jikoko , destinati a terminare entro l’ anno , con costi molto elevati. Sono disponibili per chiunque , in questo spazio e nel nostro sito , le lettere di ringraziamento della comunità, il progetto , i suoi dettagli tecnici. Sono impegnato a promuovere un progetto destinato a giovani a disagio, che unisce sport e studio per dare un futuro alle nuove generazioni del paese . Credo fermamente che le possibilità di crescita del Kenya passino per l’ istruzione , la maggiore qualificazione, dei bambini e dei giovani. E’ la vecchia disputa: meglio donare una pagnotta o insegnare a macinare il grano , a fare il pane e magari donare un forno ? Si può anche scegliere la prima strada , ma , a questo punto , ci si occupi di fare arrivare quella pagnotta tutti i giorni e non una volta tanto . Ho parlato di quello che ho fatto e sto facendo ma esistono , in Kenya e in tutta l’ Africa , centinaia di esempi simili e più nobili . ONG, missionari religiosi e laici ,professionisti volontari, sono impegnati su tutti i fronti ; dai bisogni primari come le emergenze alimentari, la sanità (emergenze decisamente contenute in Kenya , in particolare nella zona costiera ) . Sicuramente qualcuno dirà “ma io non ho la disponibilità economica per interventi così importanti , né voglio/posso lasciare tutto e venire in Africa a fare il volontario! Ciascuno fa quello che si sente di fare” D’ accordo , ma forse anche poco , in termini economici e di impegno personale , si può fare in modi migliori di elemosine estemporanee di : magliette, caramelle , generi alimentari, ciabattine da mare , scellini , etc , Con poche decine di euro al mese è possibile adottare uno dei tanti orfani ospitati negli istituti . Il bambino oltre che alloggiato, nutrito , curato , prosegue gli studi . Chi lo adotta può seguirne i progressi stando a casa propria. E’ un impegno troppo grande anche questo? Bene , agli stessi orfanotrofi, alle ONG , ai missionari si può fare una donazione una tantum o solo quando se ha voglia. Si può fare una donazione per la realizzazione della scuola . A breve pubblicheremo sul sito un ‘ elenco di orfanotrofi che è possibile visitare personalmente e/o aiutare a distanza . Non è mia intenzione demonizzare chi dona le magliette -in fondo è un moto del cuore- vorrei solo invitare tutti a riflettere. Se un bambino scopre che impietosendo un turista su una spiaggia otterrà dolci , vestiti , magari denaro , perchè dovrebbe aver voglia di frequentare una scuola, di imparare e svolgere un lavoro qualificato? Io ritengo che chi spende una certa somma per fare una vacanza possa dare qualcosa di più di una maglietta e quel qualcosa lo può dare in maniera più utile e consapevole .
    Spero che nessuno si offenda, ma che tutti riflettano : questo è il mio pensiero.
    Pasquale Tiritò / Gestore del Jacaranda Beach Resort

  7. Buonasera sig. Tiritò,
    rispondo alle ultime cose, e considerò chiuso il confronto senza intervenire (in merito al mio articolo) nuovamente.
    mi sembra facile il fraintendimento se Lei sulla Home della Sua Fan page scrive questo:

    “Buonasera,
    invito tutti gli iscritti alla pagina ad intervenire sull’argomento creato nell’area discussioni, in risposta al commento del sig. Alessandro Tripodi in data 14 Agosto.
    Grazie per l’attenzione”

    …se poi questo titolo non rende giustizia al contenuto, credo si debba cambiare il titolo…o intervenire IO sul contenuto :)
    Trovo anche di cattivo gusto il precedente titolo: anche la ‘beneficenza mordi e fuggi’ può essere un piccolo gesto di ognuno di noi…

    Tutto quello che affermo, è perchè lo ho visto con i miei occhi. Quello che ho raccontato ‘per sentito dire’ lo ho riportato come tale.
    Che Watamu non sia Ibiza lo so, e Lei ha insinuato che IO stessi cercando un posto come Ibiza…
    Poteva cancellare il link dalla sua Fan Page, ma non dal mio Blog. Ecco perchè ha risposto ufficialmente. Ma è una cosa che avrei fatto anche io, nella Sua posizione.

    Non credo sia corretto fare i conti in tasca a chi spende 1000 euro per una settimana di ferie per venire el Suo villaggio.
    Lei ha fatto una scelta di Vita: essere Imprenditore di turismo in Kenya. tanto di rispetto, ma non può pretendere nè giudicare persone che dedicano la Vita ad altro, e hanno solamente il tempo di donare una pagnotta, piuttosto che insegnar a macinare il grano (cosa che non si fa in una settimana). Il turista fa quello che può, nei limiti personali, economici e morali di ogni persona, e, sinceramente non me la sento di entrare minimamente nella questione. lei ha scelto il kenya, magari Alessandro non ne ha la possibilità, oppure dona una pagnotta al giorno in ogni posto bisognoso del mondo, e vive con i suoi 1000 euro di stipendio mensile con due figli (non è vero)…cosa ne sappiamo noi, per poter giudicare l’entità dei gesti altrui? Chi siamo per poterlo fare? …forse solo persone più fortunate di altre. Sì…proprio così che mi sento, più fortunato di altri perchè non mi pesa adottare 3 bambini a distanza ogni anno ed incrementare la mia ‘prole’ ogni anno. Non mi pesa venire in vacanza in Africa e riconoscere il lavoro della gente. Ma non mi piace guardare e parlare di cosa fa o non fa il mio vicino.
    Lei ha fatto la scelta di investire nel turismo e lavorare in kenya. Bravissimo, ammirabile, continui così. Ha portato la luce, acqua e non so che altro a quella gente. bene, benissimo, fantastico. ha fatto una scuola con il progetto ‘un euro al giorno di ogni turista del jacaranda’? Ottimo…anche se il successo del progetto è vincolato al successo della sua struttura, va benissimo, sono sempre soldi di cui si priva a favore della gente del posto.
    Tutto bellissimo ed ammirevole, ma, piuttosto che criticare -parole sue- l’ ‘elemosine estemporanee di magliette, caramelle , generi alimentari, ciabattine da mare , scellini ‘ credo che vada creata una cultura migliore nel turista che vuole fare un gesto utile, e forse lavorare anche in questa direzione, per riuscire ad ottenere risultati.
    Per le adozioni a distanza, mi trova favorevole, ma aprirei una discussione dedicata, piuttosto che una con il mio nome e cognome nel titolo.
    Al nostro incontro, Lei mi ha detto che sono gesti che fa ‘in silenzio’. Forse, mi permetto un mio ulteriore punto di vista, anzichè fare un elenco e mettere il suo curriculum vitae in termini di solidarietà, sarebbe il caso di aprire discussioni promuovendo iniziative…ed è proprio là che la sua mano dovrebbe avere una valenza, una presenza, degli interventi…non a risposta di un blogger come tanti, che critica la spiaggia dove sorge il jacaranda beach resort. lei stesso ha detto che non era mai intervenuto direttamente, scrivendo sulla Fan Page. Lo sa il potere mediatico di questi strumenti (lavoro nel webmarketing e me ne rendo conto meglio)? lei potrebbe triplicare le vendite o essere affondato (con tutta la barriera corallina) dal web. L’informazione fa creata, e chi ha l’abilità ed il potere di poterla creare, è bene che lo faccia con l’obiettivo di migliorare le cose…e non soltanto per dare voce ad una sterile polemica che non potrà mai portare a nulla se non a fiumi di parole nelle pagine sperdute (o meglio indicizzate) di internet…

    Detto ciò, torno al mio lavoro. Magari il confronto porterà qualche risultato, per chi verrà dopo di me, trovando qualcosa di diverso…sia al Jacaranda, che su queste pagine.

    saluti

    Alessandro

    P.S.
    accetto le sue scuse e la invito alla mostra fotografica che farò, sull’Africa…e la vendita delle foto andrà ad un progetto di solidarietà per quella terra fantastica.

  8. Buon giorno a tutti. Ho appena prenotato una settimana al jacaranda dal 29/10/2010 al 06/11/2010. E’ stato utile per me aver letto le diverse opinioni di gente che è stata al jacaranda. Questo ti fa capire quanto è soggettivo e diverso il giudizio delle persone. Amo viaggiare e amo la natura e gli animali (non vedo l’ora di fare il safari)ed è per questo che abbiamo scelto il Kenia come nostra prossima meta. Io e il mio compagno siamo sub, amiamo fare tanto bello snorkeling,ma da quello che abbiamo letto, probabilmente non riusciremo a fare quello che facciamo abitualmente in Mar Rosso o all Maldive ma noi siamo preparati a questo e ci va benissimo così.Abbiamo scelto il Kenia soprattutto per vedere la splendida fauna e flora e per poter conoscere un pochino meglio l’Africa.(soprattutto la sua gente).
    Mi farebbe anche molto piacere poter incontrare quando arriviamo al Resort il Sig. Pasquale Tiritò per poter fare una piacevole conversazione con scambi di idee.
    In quanto a te Alessandro ti ringrazio per aver portato la tua testimonianza sul viaggio fatto al jacaranda con tutti i pro e contro del tuo viaggio. Spero di riuscire a godermi al meglio questa vacanza con il mio compagno cercando di conoscere quanto più possibile di questo magnifico Kenia. Al mio ritorno scriverò anche io le emozioni (belle o brutte che siano in quanto sono molto soggettive e personali)della mia esperienza in Kenia.
    UN SALUTO A TUTTI!

  9. Ciao Raffaella, sicuramente avrai modo di apprezzare il Kenya e respirare il profumo dell’Africa, in tutto il suo splendore. Ho scritto una mia recensione, non per l’insoddisfazione della vacanza al Jacaranda beach resort, ma per segnalare alcuni piccoli dettagli del villaggio e della lingua di sabbia dove sorge la struttura. Ti chiedo solo di tornare sul mio blog a scrivere i tuoi commenti e verificare quanto da me scritto, anche se la tua vacanza sarà indimenticabile :))) e ne sono sicuro!

  10. Grazie mille Ale, stai pur certo che appena torno dal Kenia faccio una bella descrizione dettagliata su tutto. Sono sicura che sarà una vacanza indimenticabile . . o almeno lo spero !!!
    Buona giornata

  11. Jacopo Creuso 20. Oct, 2010 at 15:49

    Jacopo Creuso JACARANDA come è successo ad altri e mi sembra un cosa assurda visto che non è la prima volta, il volo di ritorno con blue-panorama è stato invertito , da roma fiomicino – milano malpensa a milano malpensa – roma fiumicini, praticamente da dover essere a roma alle 15.30 sono uscito dall’areoporto alle 19.00, le hostess della compagnia sono veramente antipatiche ma veramente e non è la prima volta che sento lamentele, i beach-boys non è facile levarli di torno anzi quasi impossibile, l’animazione del villaggio è quasi inesistente, mancano attività sportive, la cucina è ottima, e da parte mia la spiaggia davanti al villaggio è la migliore che c’è a watamu.
    P.s. Al Jacaranda fanno pagare le canoe, assurdo
    P.s Al Jacaranda paghi la cassaforte assurdo

Leave a Reply