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	<title>Il Blog di Alessandro &#187; Cayo Largo</title>
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		<title>Cuba &#8211; il mio rientro a Roma</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 16:28:32 +0000</pubDate>
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			Roma, 9 gennaio 2009 ore 6,14
Tornato a Roma da qualche ora, ho voglia di provare a raccontare le mie impressioni a caldo, prima di andare a riordinare i pezzi di questo viaggio. Ci tengo a definirlo &#8216;viaggio&#8217;&#8230;anche se è stata una &#8216;vacanza&#8217;.
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div><p><strong>Roma, 9 gennaio 2009 ore 6,14</strong><br />
Tornato a <strong>Roma</strong> da qualche ora, ho voglia di provare a raccontare le mie impressioni a caldo, prima di andare a riordinare i pezzi di questo viaggio. Ci tengo a definirlo &#8216;viaggio&#8217;&#8230;anche se è stata una &#8216;vacanza&#8217;.<br />
Alla domanda <em>&#8216;ho trovato quello che cercavo, in questi 14 giorni a Cuba?&#8217;</em> la risposta è affermativa, come lo è se mi chiedo <em>&#8216;questo viaggio mi ha cambiato?&#8217;</em>.<br />
Ritorno a Roma, ritorno a casa mia. E&#8217; tutto molto molto strano. Mi fa quasi impressione entrare in una casa con un parquet lucido, senza un briciolo di polvere&#8230;e mi fa effetto entrare in camera mia: tanti oggetti, dai quali mi ero fortemente e volutamente distaccato in queste due settimane fuori.<br />
Trovare un bagno pulito, ed una doccia con acqua calda, un letto pulito e profumato, una illuminazione discreta nella stanza, e tanti altri piccoli dettagli alla mancanza dei quali mi ero un pù abituato&#8230;e stavo bene comunque.<br />
Credo di aver affrontato questo viaggio nella maniera giusta, almeno per come mi sento oggi. Dani e Mari erano preoccupati, e un pù titubanti sulla mia scelta&#8230;e, devo essere sincero, anche io.<br />
Cercavo distacco da Roma, e l&#8217;ho trovato. Cercavo una cultura nuova da conoscere, e l&#8217;ho trovata. Cercavo un luogo dove poter stare tranquillo per due settimane&#8230;e l&#8217;ho trovato. Cercavo del divertimento&#8230;e c&#8217;è stato. Cercavo un gruppo con cui vivere tutto questo&#8230;e c&#8217;è stato. Cercavo una città magica, e tanti paesi da visitare&#8230;e ci sono stato. Cercavo un viaggio da solo, ed in parte l&#8217;ho fatto!<br />
Inizialmente <strong>Cuba</strong> mi spaventava un pù, ma poi, con il passare dei giorni, con il contatto con questo popolo..è stato tutto diverso: persone che non farebbero del male ad una mosca, gente disposta a rispettare il prossimo più di quanto gli Italiani non abbiano fatto oggi alla fila per il Check-in all&#8217;Habana. Persone senza nulla, senza una proprietà, ma soprattutto senza la possibilità di averne una. Persone costrette a vivere e non condividere un <strong>Regime</strong> sempre più mediatico e invadente nelle loro vite. <strong>Persone semplici&#8230;e per questo, persone felici della propria Vita.<br />
</strong>Tutto questo mi invita ad una riflessione semplice: noi abbiamo la possibilità del <strong>&#8216;possesso&#8217;</strong> dell&#8217;<strong>&#8216;avere&#8217;</strong>, di realizzarci nei nostri lavori, di poter emergere per le nostre qualità, di raggiungere degli ruoli nella società, rispetto ad altri&#8230;e nonostante questo, spesso ci nascondiamo dietro lamentele e viviamo nello stress dell&#8217;azione quotidiana. Il cubano è felice, sa prendere quello che dalla vita gli viene dato, ed esserne felice&#8230;nonostante tutto. La semplicità di questa gente ed il loro rispetto verso delle regole che non condividono, gli fa onore.<br />
Vivere 14 giorni in questo clima, adattandomi alle loro abitudini, ai loro ritmi, al loro tenore di vita mi ha arricchito dentro. Sono tornato con molte emozioni dentro, ancora da decifrare e mettere in ordine, ma sono tante. Un&#8217;esperienza che arriva, nella mia vita, nel momento giusto, quando un anno lungo e pienissimo si è concluso, e si volta pagina per provare &#8216;altro&#8217;.<br />
Sono stanco, ho il fuso che mi scombussola un pù&#8230;vado a dormire, domani mi sveglierù nel mio letto pulio, sotto il mio caldo piumone&#8230;<br />
Ieri l&#8217;Habana piangeva pioggia per la fine di un lungo viaggio&#8230;<br />
<em>Ale, bentornato a casa.</em></p>
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		<title>Cuba &#8211; Habana Vieja e tanto altro</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 16:27:21 +0000</pubDate>
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			Il 7 mattina mi sveglio presto, la finestra della mia stanza ha un vetro inesistente, al primo camion sono in piedi. Mi alzo e faccio colazione e mi scambio qualche canzone con la mia famiglia cubana. Alle 11 ho appuntamento con Loredana ed Andrea per visitare la camera oscura nell&#8217;habana Vieja. Mi lavo, vesto ed [...]]]></description>
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div><p>Il 7 mattina mi sveglio presto, la finestra della mia stanza ha un vetro inesistente, al primo camion sono in piedi. Mi alzo e faccio colazione e mi scambio qualche canzone con la mia famiglia cubana. Alle 11 ho appuntamento con Loredana ed Andrea per visitare la camera oscura nell&#8217;habana Vieja. Mi lavo, vesto ed esco. Camminando, mi fermo a guardare dei ragazzi in una scuola di ballo. Senza stereo, hanno 4 persone che gli suonano dal vivo&#8230;che spettacolo!<br />
Arrivo alla Bodeguita, dove avevo appuntamento, e ci dirigiamo verso la Plaza  Vieja. Qua le emozioni più grandi. Una scolaresca gioca a calcio nella piazza, mi unisco a fare due scambi. La classe più piccola corre dietro ad una turista che regala delle caramelle&#8230;sembra regali oro&#8230;non ho mai visto una scena così! L&#8217;insegnante mi racconta che fanno vivere ai ragazzi delle ore di libertà, a contatto con la gente, per educarli a vivere secondo i loro criteri, li fanno stare a contatto con la gente, i turisti, per insegnargli l&#8217;educazione da mettere in pratica al di fuori delle classi. L&#8217;insegnate riprende i suoi ragazzi quando mi si avvicinano in massa, per farsi scattare una foto&#8230;<br />
dall&#8217;altra parte della piazza una bambina di 5 anni gioca con il cerchio (vedi video)..è uno spettacolo vedere come si muove, mi emoziona. Le regalo qualche moneta, e le chiedo un &#8216;beso&#8217;..è il mio saluto all&#8217;Habana, una città che mi ha dato tanto&#8230;il suo bacio mi emoziona nuovamente!<br />
Oggi umidità, il cielo sembra dover scoppiare.<br />
Torno a casa verso le 4, dopo aver fatto un giro per il mercatino ed aver comprato una &#8216;targa&#8217; originale, di una vecchia macchina cubana, la stavo cercando da giorni.<br />
Tornando a casa, passo a salutare Dulce, Maria, Marianna, ed il marito di Dulce (non ricordo mai il nome), ringraziandoli per la gentilezza e l&#8217;affetto trasmessomi.<br />
E&#8217; proprio ora di tornare a casa&#8230;chiudo le valigie, saluto George, e scendo dal mio amico con il taxi. Andando all&#8217;aeropuerto mi copio i suoi cd&#8230;bachata e reggetton (si scrive così!?!) sul portatile&#8230;</p>
<p>L&#8217;Habana piange&#8230;diluvia fortissimo&#8230;<br />
Il mio viaggio sta finendo, ma forse è solo l&#8217;inizio diverso di un anno diverso&#8230;forse&#8230;</p>
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		<title>Cuba &#8211; Cayo Largo in catamarano</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 16:26:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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			Cuba &#8211; Cayo Largo 6 gennaio 2009
Sveglia alle 4,30&#8230;pullman alle 5 dal Nacional e volo di 35 minuti alle 8,30. In aeropuerto conosco una coppia di italiani, Andrea e Loredana, sono di Ferrara, faranno la gita con me. Arriviamo a cayo Largo, ci portano al porto&#8230;ed aspettiamo la partenza in catamarano. Il sonno è sempre [...]]]></description>
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div><p>Cuba &#8211; Cayo Largo 6 gennaio 2009<br />
Sveglia alle 4,30&#8230;pullman alle 5 dal Nacional e volo di 35 minuti alle 8,30. In aeropuerto conosco una coppia di italiani, Andrea e Loredana, sono di Ferrara, faranno la gita con me. Arriviamo a cayo Largo, ci portano al porto&#8230;ed aspettiamo la partenza in catamarano. Il sonno è sempre presente&#8230;come ci fermiamo&#8230;dormo! Il catamarano, prima di lasciarci in spiaggia, fa un paio di tappe, alla barriera corallina, sull&#8217;isola delle iguana, e su una lingua di spiaggia bianca&#8230;uno spettacolo, se non fosse per l&#8217;acqua&#8230;batterebbe anche Saona!<br />
Sul catamarano, siamo con un altro gruppo di russi&#8230;gente davvero da una cultura non invidiabile&#8230;a parte la scontrosità&#8230;davvero gente poco civile!<br />
Il catamarano ci lascia a Playa Sirena, una delle spiagge più belle dell&#8217;isola di Cayo Largo. Mangiamo (come a Saona) ancora, dopo l&#8217;aragosta mangiata sul catamarano, e finalmente mare&#8230;sole ed un bel bagno nelle acque caraibiche da cartolina&#8230;che spettacolo!<br />
Altro posto molto turistico&#8230;ma sicuramente migliore di Varadero, in quanto a natura: spiaggia finissima di sabbia bianca, e queste lingue di spiaggia che danno un colore chiarissimo all&#8217;acqua già verde&#8230;che spettacolo&#8230;<br />
Alle 5 torniamo in aeropuerto, per prendere il volo che ci avrebbe riportato all&#8217;Habana. In pista c&#8217;è un aereo fermo, con un tizio che sta aggiustando un&#8217;elica&#8230;azz: è il nostro volo! Passa la prima ora di attesa, e ci rendiamo conto di quello che stava succedendo. Chiediamo e ci viene detto &#8216;quando ha finito di riparare l&#8217;elica, partite&#8217;. Roba da matti!!! Mi sdraio sui seggiolini della sala d&#8217;attesa, l&#8217;asciugamano come coperta&#8230;e dormo! Passano altre 2 ore&#8230;e fa buio. L&#8217;uomo con la testa dentro il motore dell&#8217;elica, continua a lavorare con una torcia&#8230;mah&#8230;<br />
Ci portano in un Resort per cenare, visto che ci stavamo stranendo&#8230;e non poco. Mangiamo ed alle 22 torniamo al piccolo aeroporto di Cayo Largo. Ho dormito 3 ore la notte prima&#8230;sono in piedi dalle 4,30&#8230;in gita da 17 ore&#8230;sono distrutto! Voglio la mia schifosa casa particular all&#8217;habana!!! Arriva la responsabile, che ci comunica che hanno fatto partire un volo dall&#8217;habana&#8230;per noi: era ora!<br />
Alle 22,45 prendiamo questo aereo, senza aria condizionata (fa nulla), senza pressurizzazione&#8230;senza misure di sicurezza a bordo&#8230;ma soprattutto, con un finestrino ogni 8 file (totale file: 24)&#8230;dormo&#8230;anche se ho l&#8217;elica vicino&#8230;sembra un trattore!!!<br />
Torno a casa, George e la moglie sono a casa, lui sta scartando il suo regalo di compleanno: uno stereo per il salotto&#8230;ma ha un problema&#8230;ha l&#8217;attacco della corrente europeo, e soprattutto va a 220 di corrente, e lui ha una sola presa a 220 in casa. per l&#8217;attacco, nessuno problema, gli regalo il mio adattatore&#8230;<br />
Ultima notte all&#8217;Habana, di pensieri, apprezzando anche la doccia fredda, dopo 5 ore di attesa per un volo di 35 minuti..è già mezza nostalgia&#8230;mi sono ambientato troppo.<br />
So che questa città mi mancherà.</p>
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		<title>Cuba &#8211; Varadero e la sua spiaggia</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 16:25:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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			Cuba &#8211; Varadero 4 gennaio 2009
Siamo arrivati da poco a Varadero con un taxi. Siamo tutti e 4 stanchi, dopo una serata alla Casa de la Musica, al Diablo Tun Tun&#8230;ed al Cecilià. Sempre tutto P.M.M
Finalmente 2 giorni di mare&#8230;ci fermeremo qua fino a domani pomeriggio, perchè poi Andrea, Stefano e Antonio torneranno in Italia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="bottomcontainerBox" style="border:1px solid #808080;background-color:#F0F4F9;">
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div><p>Cuba &#8211; Varadero 4 gennaio 2009<br />
Siamo arrivati da poco a Varadero con un taxi. Siamo tutti e 4 stanchi, dopo una serata alla Casa de la Musica, al Diablo Tun Tun&#8230;ed al Cecilià. Sempre tutto P.M.M<br />
Finalmente 2 giorni di mare&#8230;ci fermeremo qua fino a domani pomeriggio, perchè poi Andrea, Stefano e Antonio torneranno in Italia, ed io continuerù fino al 7.<br />
Come sto? Finalmente mare, un mare molto bello&#8230;ma non mi sento a Cuba. Dopo aver vissuto Cuba in questo modo, stare in un Resort 5 stelle, in un posto di Cuba dove ai cubani stessi è vietato di entrare, non mi da soddisfazione&#8230;ma va bene così, per due giorni di mare va bene&#8230;<br />
Varadero? sta a Cuba? &#8230;solo perchè me lo hanno detto! &#8230;potevo stare in Messico&#8230;Rep Dominicana o Sicilia&#8230;sarebbe stato lo stesso&#8230;ma il Villaggio è così&#8230;e lo so bene.</p>
<p>Cuba &#8211; Habana 5 gennaio 2009<br />
Tornati da Varadero, hanno cancellato il volo di rientro in Italia ad Antonio, rimarrà una notte in più.<br />
Rientrati all&#8217;Habana passiamo al ristorante dove avevamo cenato il 3 sera, a chiedere se, era stato trovato il telefonino di Stefano, perso quella notte. Non ci cred. Lo hanno trovato, e messo da parte. Non te lo aspetti da un popolo che muore di fame. Questo ti dimostra quanto per loro il rispetto verso il prossimo vada oltre ogni altro principio ed istinto&#8230;<br />
Accompagniamo Andrea e Stefano al&#8217;aeropuerto, e andiamo nella casa particular di Dulce (vedi primo giorno)&#8230;dove si sarebbe concluso il nostro viaggio. Arriviamo e con il solito calore familiare, Dulce e la famiglia ci accolgono offrendoci da bere e da mangiare. Dopo il racconto dei nostri giorni a Cuba, viene a prenderci il cognato di Dulce&#8230;saremo stati a dormire da lui: George.<br />
George fa il medico, il medico di famiglia, vive con la moglie in una piccola casa a vedado, quartiere centrale dell&#8217;Habana. Sulla parete, nell&#8217;unico corridoio della casa, c&#8217;è il diploma di studio della figlia&#8230;credo viva negli States. la nostra camera è abb modesta, un letto ad una piazza e mezzo (da dividere una notte con Antonio), una sedia a dondolo, ed un armadio di ferro. Il bagno non è il massimo&#8230;anzi&#8230;l&#8217;acqua calda va richiesta in anticipo&#8230;e, dopo la prima doccia, mi accorgo che andava fatta la richiesta proprio per l&#8221;acqua&#8217;!!!<br />
Siamo stanchissimi, usciamo a cena, ed un taxi particular ci porta a cena all&#8217;habana Vieja&#8230;un ristorante messicano, non vi lascio il nome, non ve lo consiglio! Qua incontriamo un italiano che stava a Trinidad a capodanno, o meglio, ricordo il suo alone di rum che girava precedendolo, alla Casa della Musica&#8230;<br />
Finita la cena, ci incontriamo per una birra, con Chiara e la sua amica, di passaggio una notte all&#8217;Habana, per continuare il loro di viaggio.<br />
La stanchezza vince, ed andiamo a dormire..è l&#8217;una&#8230;io alle 4,30 devo alzarmi per l&#8217;escursione a Cayo Largo&#8230;azz&#8230;solo 3 ore di sonno!</p>
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		<title>Cuba &#8211; dall&#8217;Habana a Varadero, saltando il Cayo&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 00:49:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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			Habana, 3 gennaio 2009
Dopo due giorni nuovamente all&#8217;Habana, abbiamo fatto l&#8217;errore di non prenotare l&#8217;isola di Cayo Largo e l&#8217;isola di Santa Maria: mi sto mangiando le mani&#8230;ma Veronica me lo aveva detto!
Rimediamo con una partenza per Varadero domani mattina (4 gennaio), notte a Varadero, e rientro il 5 sull&#8217;Habana, dove Andrea, Antonio e Stefano [...]]]></description>
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<p>Dopo due giorni nuovamente all&#8217;Habana, abbiamo fatto l&#8217;errore di non prenotare l&#8217;isola di Cayo Largo e l&#8217;isola di Santa Maria: mi sto mangiando le mani&#8230;ma Veronica me lo aveva detto!<br />
Rimediamo con una partenza per Varadero domani mattina (4 gennaio), notte a Varadero, e rientro il 5 sull&#8217;Habana, dove Andrea, Antonio e Stefano proseguiranno per l&#8217;Italia, ed io rimarrù ancora due giorni. Il 6 passerù la giornata a Cayo Largo, con volo interno, ed il 6 sera tornerù in una casa molto molto particular, dove credo sia giusto chiudere questa mia fantastica esperienza: a casa di Dulce, da Josè e Maria!<br />
Ieri sera, per la prima volta ci siamo messi, spensierati, a passeggiare per la Malecùn, cercando di respirare quello fino a qui non capito. Ecco che un cubano, Amauri, ci si avvicina e comincia a suonare della salsa con la sua chitarra. cantiamo con lui un paio di canzoni&#8230;si forma un gruppetto: il mio sogno&#8230;suonare la clave (saprei suonare solo quella!!!). Amauri ci parla in spagnolo, sinceramente, ammettendo che il suo ensiero è al 50%: una parte delle sue idee sono a favore di Castro&#8230;ma l&#8217;altra metà, e a differenza degli altri, la dichiara contro il regime e la politica di Fidel.<br />
Rifletto ancora&#8230;sono davvero contento di aver fatto questo viaggio in questo momento storico. Sono contento di aver vissuto Cuba sotto il regime, parlato con la gente, sentito la paura di questa gente nel fare le cose&#8230;paura della polizia&#8230;massimo rispetto per tutto. Cuba è ricoperta da slogan pubblicitari a favore della Rivoluzione, e delle opere di Fidel, ma la gente non è contenta. Una ragazza, sulla Malecùn, ci racconta che è sposata con un italiano&#8230;e vive in Italia: in Italia, ti fai un mazzo per lavorare, ma hai l&#8217;opportunità di dimpstrare quanto vali&#8230;mentre a Cuba, vivi con poco, sei felice, ma non hai modo di avere nulla, che ti possa gratificare per questo.<br />
1959-2009: 50esimo anniversario della rivoluzione. 1 gennaio 2009, il paese a reti televisive e radio unificate ascolta il discorso di Raul, fratello di Fidel. Noi siamo in macchina cercando un albergo per la notte, stiamo vivendo un pezzo di storia.<br />
Tra 10 anni questo paese sarà cambiato&#8230;forse già tra qualche anno&#8230;chissà&#8230;non so&#8230;ed io me lo vivo oggi, almeno per altri 3 giorni!</p>
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		<title>Cuba &#8211; Il fascino di Trinidad</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 00:46:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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			Cuba &#8211; Trinidad 31 gennaio 2008
Ultimo giorno di questo 2008 pieno di cambiamenti. Sono nella casa di Maydi riposandomi in attesa di uscire a festeggiare il capodanno. Tra soli 22 minuti in Italia scatterà la mezzanotte ed inizierà il 2008. Un pensiero va a loro, Felicidad para toto los italianos!
Penso che oggi sia stata la [...]]]></description>
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div><p>Cuba &#8211; Trinidad 31 gennaio 2008<br />
Ultimo giorno di questo 2008 pieno di cambiamenti. Sono nella casa di Maydi riposandomi in attesa di uscire a festeggiare il capodanno. Tra soli 22 minuti in Italia scatterà la mezzanotte ed inizierà il 2008. Un pensiero va a loro, Felicidad para toto los italianos!<br />
Penso che oggi sia stata la giornata che mi ha toccato di più, ho vissuto delle situazioni che avevo visto solo nei documentari e nei film&#8230;ma che credevo di non poter Sentire e comprendere come ho fatto.<br />
Dopo una serata passata a ballare alla Casa della Musica, in compagnia di Mario e Julio, due ragazzi cubani che ci hanno fatto sentire veramente a casa, stamattina di buon ora Alejandro (il ragazzo che abbiamo conosciuto al ristorante la prima sera&#8230;lo stesso che ci ha trovato questa casa&#8230;) ci viene a svegliare alle 10, perchè aveva riservato 4 cavalli per noi e farci vedere la cascata. Facciamo colazione con la padrona della casa particular, ed alla fine andiamo solo io ed Andrea. Alejandro ci porta nella periferia di questo paesino, a prendere i cavalli: non parliamo di cavalli per i turisti&#8230;parliamo di cavalli che loro utilizzano per vivere, spostarsi, muoversi da una parte all&#8217;altra di queste zone&#8230;<br />
Io ed Andrea montiamo a cavallo e ci incamminiamo, con la persona che Alejandro ci segnala&#8230;la strada è molto brutta, passiamo prima in mezzo ad una specie di jungla, attraversando due piccoli fiumi, qualche campo, piantagione di non so cosa&#8230;bhè&#8230;davvero tutto molto bello&#8230;ed arriviamo, dopo 30 minuti di cavalcata, in un punto in cui siamo costretti a lasciare i cavalli e continuare a piedi. A questo punto la guida ci invita a continuare da soli&#8230;io ed Andrea ci incamminiamo! Il percorso per arrivare alla cascata non sarà lungo&#8230;circa 30 minuti. fatti i primi 500 metri inizia a piovere, ma mai ci è passato per la mente l&#8217;idea di tornare indietro&#8230;<br />
Io ed Andrea continuiamo, con i vestiti sempre più bagnati, su questo sentiero, che ogni tanto ci apre qualche scorcio di paesaggio cubano, vegetazione caraibica&#8230;io la chiamerei semplicemente jungla! Finalmente arriviamo alla meta&#8230;uno spettacolo della natura, una cascata che cade dritta in una piscina naturale fonda 9 metri&#8230;e poi continua componendo un fiumiciattolo. Decidiamo di farci un bagno, un&#8217;occasione così non ci sarebbe capitata di nuovo. via i vestiti e dentro questa piscina di acqua sorgente&#8230;gelata! prima Andrea e poi io, ci facciamo la nuotata fin sotto il getto potente dell&#8217;acqua che cadeva proprio nel centro&#8230;un vero spettacolo della natura! Ci rivestiamo e ci incamminiamo verso i nostri cavalli. Sulla strada incontriamo Elvis, guardiano della casa vicino alla cascata. Elvis vive vicino a Santa Clara, è un fan di Eros Ramazzotti e scendendo a valle ci canta un pù di canzoni. Ci augura Felicidad per primo&#8230;e noi &#8216;egualmente&#8217; scendiamo giù. prendiamo i cavalli e torniamo nella periferia della città, da dove era partita la nostra gita.<br />
Alejandro ci aspetta a casa della mamma. Adesso la scena è tutta per lui.<br />
Alejandro ha 26 anni, vive con la madre, il nonno, il fratello (13 anni), il figlio (5 anni) e la nuova fidanzata (16 anni, fidanzata con li da quando ne ha 14). Alejandro ha avuto due bambini dalla prima compagna, ma adesso si sono lasciati&#8230;lui ha in casa il suo nuovo &#8216;piccolo&#8217; amore. Alejandro ci fa entrare, ci invita ad assaggiare il maiale cotto per la cena. Sì, siamo stati invitati a cena da lui, perchè nelle casa particulares il 31 dicembre non si cena&#8230; faremo il cenone con lui e la sua famiglia.<br />
la casa è molto molto povera, saranno forse 20 mq, divisi in 4 stanze. Il fratello di 13 anni ha in mano una palla da baseball, sport nazionale di Cuba, il figlio di 3 anni, ha i capelli rasati e le mosche che girano per la casa, gli danno in continuazione fastidio.<br />
Auguri Italia&#8230;buon 2009. primo messaggio, e prima telefonata sul tetto!<br />
nell&#8217;attesa che ci faccia assaggiare il maiale per la cena, esco di casa con il fratello (13 anni), e ci lanciamo la palla da baseball. dalle altre baracche escono altri bambini e si mettono a guardarci stupiti che un turista stesse giocando con un ragazzino locale, come se fossero amici. Non avessi mai preso la pallina con il piede, incominciando un palleggio&#8230;sono diventato il loro fenomeno! Innamorati delle mie Nike argentate, eccoli tutti a sussurrare stupiti al vicino quello che avevano visto&#8230;<br />
Alejandro ci chiama dentro, ha portato il maiale. Qua, il 31 sera, si fa festa così: si cuoce il maiale nel proprio giardino, su una brace naurale (qualche tronco di legno) e si passa con i propri parenti. Sono onorato di essere stato invitato da Alejandro, nella sua famiglia, per cena. La madre di Alessandro ci prepara un pù di verdura (che maleducatamente, ma per ovvi motivi lascio da parte) e ci taglia qualche fettina del maiale appena cotto. Qua si usa condirlo solo con una salsa fatta di limone ed aglio, per renderlo morbido e saporito&#8230;molto molto buono. Arriva il vicino di casa e iniziamo a parlare dell&#8217;argomento pi scontato del mondo&#8230;i nomi dei giocatori che sono arrivati fino qua&#8230;<br />
Finito di mangiare, Alejandro, ci accompagna di nuovo, a piedi, in centro, verso la nostra casa particular. In giro con lui mi sento libero di scattare con la mia macchina fotografica, sicuro che nessuno, vedendomi con lui, mi avrebbe detto nulla&#8230;<br />
Dopo averci portato da un suo amico, che lavora i sigari in fabbrica, e ogni tanto ne fa sparire qualche scatola, per rivenderla al mercato nero, torniamo a casa&#8230;e finalmente riposo&#8230;</p>
<p>Cuba 2009.<br />
Elio, 30 anni, insegnante dei lingue all&#8217;università. Elio guadagna, con la sua professione, l&#8217;equivalente di 20 pesos convertibili, al mese. Elio vive con i soldi che guadagna impartendo lezioni di salsa a Trinidad, o con le percentuali sulle casa particular. Chiunque trova un cliente per la casa particular, riceve dal proprietario, 5 cuc a camera al giorno, per tutta la durata del soggiorno. Elio ci racconta che non è contento della condizione in cui vive e del regime politico: vorrebbe andare in Inghilterra e mettere su famigia, dopo aver trovato lavoro come insegnante di lingue. Ci racconta un pù di risvolti di questa ridente cittadina adatta soprattutto alle donne <img src='http://www.gigas.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> . Elio indossa porta ai piedi delle scarpe numero 45 regalate da un turista, lui porta il 41.</p>
<p>Raul ha stabilito che la ragazza cubana che viene sorpresa con un turista anche solo a passeggio), rischia fino a 4 anni di prigione. Il ragazzo cubano che viene sorpreso con la turista, se ha un lavoro onesto, la passa liscia e non subisce nessuna pena. Ecco il perchè Cuba la definirei più meta di turismo sessuale per donne, piuttosto che per uomini&#8230;e Trinidad, a mio avviso ne è l&#8217;esempio: tante turiste europee&#8230;e tantissimi ragazzi cubani in pista per invitarle a ballare la salsa, nell&#8217;unica piazza con un pù di vita notturna. Da Trinidad mi aspettavo di più&#8230;ma forse perchè avevo sentito molti racconti di ragazze innamorate di questo posto&#8230;o forse perchè, come dicono due ragazzi emiliani incontrati strasera&#8230;d&#8217;estate è un&#8217;altra cosa! La cittadina, con 350 case particulares non ha civiltà&#8230;o meglio&#8230;il cavallo è ancora il mezzo di locomozione e trasporto più diffuso&#8230;il resto viene da sè&#8230; Queste vie di ciottoli, con tutte le case di colori diversi, le danno in suo fascino, e la gente sulle sedie a dondolo seduta sulle porte, o al di là della grata che da sulla strada, con musica salsera che esce dalle finestre, ne fanno una meta turistica molto gettonata&#8230;ma del resto, offre davvero poco, dal mare, alla vita notturna.</p>
<p>Mi manca Luca, in questo viaggio!?! Ovviamente&#8230;</p>
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		<title>Cuba: dall&#8217;Habana a Trinidad</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 00:46:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mio viaggio a Cuba]]></category>
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			Habana, 27 dicembre 2008.
per essere grato a Maria e Josè, decido di invitarli a pranzo, avrebbero scelto loro, in quale zona della città saremo stati. Alle 11 di mattina li chiamo e gli dico che sto passando a prenderli, ormai mi muovo per la città sereno e con il minimo sforzo. Arrivo a casa di [...]]]></description>
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div><p>Habana, 27 dicembre 2008.<br />
per essere grato a Maria e Josè, decido di invitarli a pranzo, avrebbero scelto loro, in quale zona della città saremo stati. Alle 11 di mattina li chiamo e gli dico che sto passando a prenderli, ormai mi muovo per la città sereno e con il minimo sforzo. Arrivo a casa di Dulce, e Maria e Josè sono pronti. Offerto il solito caffè, ci dirigiamo verso l&#8217;Aquarium dell&#8217;Habana. Josè va a fare i biglietti di ingresso, spacciandomi per un Cubano residente (prezzo del biglietto: 3 cuc contro 7 cuc) e mi portano a mangiare nel locale sotto la vasca dei delfini, dove a breve, ci sarebbe stato lo spettacolo. Durante il pranzo decido di osare nelle domande, e comincio ad essere invadente&#8230;cosa ne pensi di tutto<br />
a questa situazione politica? &#8230;come ti senti? &#8230;cose ti manca? &#8230;ma sei felice? &#8230;e Maria con molta semplicità mi racconta un pù di vita cubana, spiegandomi quello che una Lonely Planet non ti può spiegare. La madre, qualificato medico, e insegnante, guadagna 600 pesos non convertibili, una moneta cubana che non può essere cambiata con altre monete, ma può essere spesa solo a Cuba. Un pesos convertibile, quello del turista (circa 0,85 ‚Äö?Ñù¬¨¬®) equivale a 24 pesos convertibili. Stipendio di un professionista: circa 30 euro al mese&#8230;<br />
Loro non stanno male, perchè lo stato li aiuta in tutto, gli paga gli studi, gli alimenti, la sanità, li fa vivere al limite della miseria, perù li considera anche loro proprietà. Maria mi spiega di essere contenta per la preparazione che riceve  nel Paese, ha i  migliori insegnanti del mondo, ma la sua personale opinione si scontra con il sistema quando non si sente libera di scegliere, di decidere se andare in fuori dal Paese, o a trovare altri parenti in Spagna&#8230;non ne sente la necessità, ma vuole poter decidere&#8230;e questa è l&#8217;unica limitazione che sente&#8230;<br />
Le case non sono di proprietà, il terreno è dello stato, le case si ereditano, e se vuoi cambiarla, puoi solo &#8217;scambiarla&#8217; con un altro cubano&#8230;<br />
tanti discorsi sentiti e fatti sul Regime, lasciano il tempo che trovano&#8230;la gente di qua ha paura&#8230;e questo si sente parlando con loro&#8230;vivendo con loro&#8230;<br />
Finito lo spettacolo con i Delfini, usciamo dal ristorante, da bravo Italiano entro nell&#8217;area della superficie della vasca, per accarezzare i delfini (vedi video) ed ecco che, dopo l&#8217;emozione di farli alzare sulle code con un semplice gesto della mano, al terzo delfino non piacciono le mie carezze, e mi da un morso&#8230;cci sua!</p>
<p>Il 27 sera mi raggiungono Andrea, Antonio e Stefano, e possiamo cominciare il giro che avevamo previsto, partendo da Trinidad.<br />
Il 28 dicembre la giornata passa tra la spiaggia dell&#8217;Habana d&#8217;Este (meglio il Circeo&#8230;concedetemelo) e l&#8217;Habana Vieja, in giro per le piazze che già conoscevo, respirando ancora il fascino della storia di questi ultimi 50 anni, di questa città.</p>
<p>Habana 28 dicembre 2008 &#8211; Habana by night.<br />
Ormai con la macchina in giro per l&#8217;habana, abbiamo più confidenza con le strade, con i quartieri, e riusciamo a muoverci senza dover chiedere informazioni. Le strade dell&#8217;Habana sono numerate, rispecchiano una griglia, le numeri pari sono quelle perpendicolari alla Malecùn&#8230;e le dispari le parallele&#8230;più semplice non poteva essere&#8230;<br />
Conosciamo una persona di quelle che si tramandano da amici stati a Cuba, o amici di amici&#8230;Eddy.<br />
Eddy fa il pr, o il manager, o l&#8217;accompagnatore turistico&#8230;o per meglio dire&#8230;il tuttofare. Presi in simpatia, vuole farci vivere un pù di vita notturna (secondo me anche con un fare un pù presuntuoso)&#8230;e a noi va.<br />
Dopo una ottima cena alla Bodegita del Medio, famoso locale dove Hemingway veniva a bere il mojito&#8230;<br />
Ci invita ad un Party&#8230;una festa molto semplice, apparentemente, un pù strana. E&#8217; il compleanno di uno dei cantanti più famosi di Reggetton di Cuba, dice di averlo lanciato lui nel mondo dello spettacolo. Andiamo in questo posto, non c&#8217;è tanta gente, saremo una ventina in tutto&#8230;altro tenore di vita, altri lussi, quasi americani&#8230;ma è davvero una realtà diversa&#8230;forse per troppi pochi.<br />
Dopo un&#8217;ora a questo party, decidiamo di andare al Salùn Rojo, un locale tra i più famosi dell&#8217;Habana, serata di salsa? no&#8230;serata disco? No! Serata PMM (Per un Mundo Mejor)!!!<br />
Arriviamo al Salùn Rojo, e vediamo subito il nipote di Castro con un gruppo di amici, che stava entrando. Ecco una serata movimentata! Fuori il locale alcune ragazze aspettano di entrare, ma non capiamo il perchè&#8230;tutte belle ragazze&#8230; Noi entriamo con Eddy. Il target della serata sembra non corrispondere in nulla alla gente fino a qui vista e conosciuta. Qua c&#8217;è gente con i soldi, e tutte le belle ragazze pronte ad accontentare i turisti per 100 cuc&#8230;mah&#8230;difficile a crederci in un paese in cui lo stato controlla anche quanto zucchero compra la tua famiglia!<br />
Qua inizio a capire le motivazioni per cui Cuba è una meta di turismo sessuale, non condividendo assolutamente questa filosofia, in paese splendido come questo.<br />
Passiamo la serata ed andiamo a dormire, l&#8217;indomani ci aspetta un lungo viaggio.</p>
<p>Habana &#8211; Trinidad 29 dicembre 2009.<br />
Arriva il momento di lasciare l&#8217;Habana, andremo a finire l&#8217;anno a Trinidad, nella parte centrale dell&#8217;isola.<br />
Ore 12&#8230;senza fretta, io ed Antonio passiamo a prendere Andrea e Stefano nel loro albergo. Ci incamminiamo dopo aver chiesto le prime indicazioni, ignari delle distanze e delle condizioni della strada. Tutti mi avevano parlato dell&#8217;Auto Pista: l&#8217;unica strada di Cuba, che attrversa l&#8217;isola, dove trovi di tutto, dal pedone, al cavallo, al camion&#8230;ed in effetti&#8230;<br />
Usciamo dall&#8217;Habana, verso Playa dell&#8217;este ed iniziamo a chiedere. La strada è molto larga, sulla destra molte persone fanno l&#8217;autostop, e forse sono là da ore. Ogni tanto qualche camion di quelli che noi vediamo in Italia per il trasporto della terra, carica una trentina di persone e continua il cammino. Ci siamo persi&#8230;ma era prevedibile: non c&#8217;è un cartello..ma che sia uno! Un cubano ci spiega che Fidel non vuole mettere i cartelli nei dintorni dell&#8217;Habana, per le strade, per disorientare gli americani, decisione strategica in caso di invasione&#8230;assurdo! Solo la gente del posto sa le indicazioni. Carichiamo in macchina una ragazza autostoppista, che andava nella direzione nostra, per farci indicare lo svincolo giusto per Cienfuegos e Trinidad&#8230;sennù avremmo continuato a girare e fare inversione su queste strade larghe, tutte uguali&#8230;<br />
Viaggio molto molto bello nella parte interna dell&#8217;isola, finito il primo tratto della Pista, prendiamo una stradina che passa in mezzo a paesini piccoli e abbandonati dalla civiltà: il loro principale mezzo di trasporto è il cavallo. Stento a credere che in macchina dobbiamo sorpassare cavalli e carretti&#8230;ma è una realtà che si conferma strada facendo. Dopo 4 ore di viaggio c fermiamo per strada in un chiosco: una signora vende succo di ananas, anzi, spremuta di ananas&#8230;ottima! &#8230;prendiamo anche un ananas intero! Prezzo totale: 4 succhi di frutta e un ananas sbucciato e tagliato: 10 pesos cubani, meno di mezzo cuc&#8230;meno di mezzo euro!<br />
Il nostro cammino continua fino al tramonto, quando, finalmente arriviamo a Trinidad. Mi hanno parlato tutti benissimo di questo posto, descrivendomelo come il posto dove trascorrere più giorni del mio soggiorno a Cuba&#8230;vedremo!<br />
La prima impressione, devo essere sincero, non è ottima: una cittadina molto molto povera, più turisti qua che all&#8217;Habana, proprio un paesino&#8230;dove sarà il divertimento!?!<br />
In effetti, Trinidad ha nei suoi punti di forza, il calore della gente, e la bellezza di queste case coloniali colorate&#8230;mi aspettavo di più, ma sarà il periodo. Ho sentito parlare di Trinidad sempre da ragazze&#8230;ed infatti il posto è pieno di ragazze turiste. Ci mettiamo alla ricerca di una casa particular&#8230;e le persone ti si litigano pur di trovarti una sistemazione. Ne giriamo un paio, fino ad accontentarci. Troviamo una sistemazione in una casa di una signora cubana molto gentile&#8230;ma la sistemazione lascia davvero a desiderare: due stanze, una con un letto ad una piazza e mezzo, dove dormono Andrea e Antonio, ad un palmo di distanza una brandina da bambino, dove passerù la notte io. La seconda stanza ha un letto ad una piazza e mezzo, ma non ha finestre. Bagno per entrambe..o meglio&#8230;box-bagno.<br />
Questa è una delle ragioni per le quali, secondo me,  il viaggio a Cuba in questo modo, lo puoi fare solo con amici, e non con la tua ragazza. Scusate, ma se devo partire con la mia ragazza, cerco anche il confort&#8230;i letti di questa casa, oltre ad essere in condizioni igieniche davvero &#8216;particular&#8217; sono anche abbastanza piccoli, e scomodi. Ovvio, se al posto delle brandine, hanno inchiodato le travi di legno sotto il letto&#8230; Prezzo della sistemzaione: 25 cuc a camera, 12,5 cuc a persona, colazione compresa&#8230;10 euro.<br />
Usciamo a cena e subito dopo cena a vedere il posto&#8230;<br />
La casa della Musica è niente di più di una scalinata con una &#8216;festa di paese&#8217; (con tutto il suo fascino) dove i cubani del posto invitano a ballare la salsa le turiste&#8230;<br />
Sarù stato duro!?! Forse&#8230;ma la prima impressione non è stata stupenda.</p>
<p>Trinidad 30 dicembre 2008.<br />
Ci svegliamo grazie al gallo del vicino, e per la luce che entra dalle finestre ed andiamo in spiaggia. Mare bello, spiaggia corta&#8230;abbiamo visto tutti di meglio, comunque una giornata di relax al mare fa sicuramente bene. La giornata passa&#8230;scatto le mie 200 foto in questo delizioso paesino&#8230;e troviamo una sistemazione migliore per le due notti successive. Alessandro, ragazzo cubano, ci rimorchia per strada e ci offre questa casa, sicuramente migliore, per qualità, e posizione, della prima (prezzo: 30 cuc a notte a camera doppia). Cambiamo casa.<br />
La sera di nuovo alla casa della musica&#8230;stessa storia ed iniziamo a sentire di più il calore di questa gente&#8230;prima salsa&#8230;e da qui&#8230;incontro anche Chiara, una mia amica romana&#8230;quanto è piccolo il mondo!</p>
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		<title>Habana, primo giorno</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Dec 2008 08:29:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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			Habana, primo giorno.
L&#8217;Habana e tutta la sua magia. Sì, proprio così. Mi sveglio di colpo in aereo, guardo dal finestrino e vedo una città illuminata e l&#8217;aereo che la sorvolava lentamente. &#8216;l&#8217;Habana!&#8217; esclamo alla mia vicina di posto, e proprio lei, cubana, ci mette un pù per confermare la mia sensazione.
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L&#8217;<strong>Habana</strong> e tutta la sua magia. Sì, proprio così. Mi sveglio di colpo in aereo, guardo dal finestrino e vedo una città illuminata e l&#8217;aereo che la sorvolava lentamente. <strong>&#8216;l&#8217;Habana!&#8217;</strong> esclamo alla mia vicina di posto, e proprio lei, cubana, ci mette un pù per confermare la mia sensazione.<br />
facciamo un passo indietro, di almeno 8 ore. salgo sull&#8217;aereo, prendo posto al 29A, dopo poco arriva una signora, aveva il posto vicino al mio, ed è subito prima chiacchiera..è cubana , ma vive nella provincia di Barcellona.<br />
Bene, sentivo che proprio da lei sarebbe cominciato <strong>il mio viaggio per Cuba</strong>!<br />
<strong>Mariana</strong>, questo è il suo nome, sta tornando all&#8217;Habana, senza marito e figli, a trovare la sorella e la sua famiglia. Dopo almeno 4 ore di sonno (aver fatto nottata ha portato il suo risultato) ed una sosta non prevista a <a title="Isola di Tenerife - isole canarie" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tenerife" target="_blank">Tenerife</a>, per fare rifornimento, le inizio a chiedere qualche consiglio. <strong>Dulce</strong>, la sorella di Mariana, ha una <a title="Cuba - Casa particular" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Casa_particular" target="_blank"><strong>casa particular</strong> </a>nel quartiere <strong><a title="Cuba - Habana - Vedado" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Vedado" target="_blank">Vedado</a></strong>, nel centro dell&#8217;Habana, ma è al completo, quindi sa darmi qualche indicazione solo sui principali posti della città, ma poche cose, avevo già la <a title="Guida per Cuba Lonely Planet" href="http://www.lonelyplanet.com/" target="_blank">Lonely Planet</a>&#8230; Le chiedo se avesse qualche parente per guidarmi in città, o accompagnarmi a <strong><a title="Pinar del Rio Cuba" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Pinar_del_R%C3%ADo" target="_blank">Pinar L Rio</a></strong>, e ci scambiamo i numeri di telefono. Non so, ma vedo queste case particulares molto come piccole imprese a gestione familiare, magari la zia fa da guida, il nipote il transfer&#8230;mah&#8230;un pù quello ce insegnavo al corso di B&amp;B&#8230;<br />
La mattina mi sveglio, colpa del jet lag, alle 6 am, ora locale, smaniando per vedere la città, che la sera prima avevo visto solo da un taxi, tanto per (come ha detto Dani) &#8216;vedè quello che succede&#8217;. Tra una cosa e l&#8217;altra si fanno le 11, e decido di usare quel numero di telefono. Chiamo e gentilmente <strong>Mariana</strong> mi fa prendere appuntamento con la sorella (credo) per le 15.<br />
In ritardo, arrivo con il mio bel taxi, e l&#8217;emozione della prima vera uscita per l&#8217;<strong>Habana</strong>, di fronte alla casa di <strong>Dulce</strong> e <strong>Mariana</strong>. Mi apre assonnata <strong>Maria</strong>, 18 anni, figlia di Dulce. sarà lei, con il ragazzo, <strong>Josè</strong>, 20 anni, a guidare il mio pomeriggio!<br />
Mi fanno entrare e mi offrono da bere&#8230;mi presentano qualcuno, ma non saprei dire chi fosse&#8230;<br />
devo essere sincero, non sapevo se fidarmi, quanto, e soprattutto non conoscendo il posto, non sapevo quanto poter tenere in vista la mia bambina. Tutte domande a cui ho trovato risposta nel giro di poco. usciamo dalla casa, e superati due blocchi di case, Josè allunga una mano verso la strada (non capivo), si ferma una macchina cubana d&#8217;epoca, con il parabrezza incrinato, ci parla, sale davanti e mi fa salire dietro con la sua ragazza. Le ho pensate di tutti i colori! solo il pensiero sano, che due cubani mi stessero guidando nella loro città, mi faceva distogliere il pensiero dal fatto che mi stessero portando nei sobborghi per lasciarmi in mutande. Cretino Ale (direbbe qualcuno)! Dopo due incroci sale un cubano di colore, dietro, vicino a me. &#8216;Ecco, è fatta&#8230;&#8217; penso &#8216;&#8230;ce voleva questo!?! bastava uno la metà&#8230;&#8217;.<br />
Arriviamo ad un altro incrocio, dopo altri 10 minuti, e Josè paga il conducente 3 cuc (2 euro e mezzo), invitandomi a mettere via la mia banconota da 20 cuc, in quanto non avrebbe mai avuto il resto per un valore così alto.<br />
<strong>L&#8217;Habana,</strong> ci sono, è quella, finalmente&#8230;posso cominciare le mie foto, il mio giro&#8230;e seguire Josè e Maria. Maria parla molto bene anche l&#8217;inglese, mentre Josè, come il 90% dei cubani, di inglese non spiccica una parola. Maria mi fa da guida, spiegandomi anche la storia dei monumenti che vediamo, e il significato delle statue al centro delle piazze che attraversiamo. dal centro dell&#8217;Habana, passiamo all&#8217;<strong><a title="L'Habana Vieja" href="http://es.wikipedia.org/wiki/La_Habana_Vieja" target="_blank">Habana Vieja</a></strong>, davvero suggestiva, per le sue case abitate che cadono a pezzi, e per la gente che la popola. Seguo le mie guide nei vicoli, ed ascolto Maria che spiega, ogni tanto rimanendo indietro per cercare lo spunto per qualche mio scatto. passiamo il <strong><a title="Cuba - El Capitolio Nacional" href="http://en.wikipedia.org/wiki/El_Capitolio">Capitolio nacional</a></strong>, proseguiamo per la <strong>Plaza de Armas</strong>, <strong>Plaza del la Catedral</strong> ed attraversiamo tutta <strong>Obrapìa</strong>, fino a <strong>Plaza de San Francisco de Asis</strong> per finire dopo aver amirato i bar in cui suonano la salsa, a <strong>Plaza Vieja</strong>. Un tour che nemmeno l&#8221;itinerario breve&#8217; della Lonely Planet ha previsto così dettagliato. Il faccio interessante è che Maria lasciava a me tutto il tempo per scattare le foto, e si baciava con Josè, e riprendeva la spiegazione, appena li avevo raggiunti di nuovo&#8230;<br />
Scattate 300 foto, camminato per 2 ore abbondanti, e comprata &#8216;la clave&#8217; (strumento base della salsa), sbuchiamo, al tramonto, all&#8217;inizio della Malecùn, pronti per tornare a casa. A casa mi accolgono seduti su una terrazza, tutti i parenti, offrendomi caffè, rom, e delle prelibatezze fritte di cui non ricordo il nome, ma lo avevo letto sulla guida.<br />
Rimango altri 20 minuti a ridere e scherzare con tutta la famiglia (6 persone), chiedendo altri consigli e parlando un pù di me e del mio viaggio&#8230;bello, davvero bello.<br />
Il calore di questa gente arriva dentro. Non li conoscevo per niente, mi sentivo a casa, tutti mi davano consigli, indirizzi e nomi di posti dove mangiare bene con poco.<br />
Alle 6,20 li saluto per tornare nel mio quartiere (quasi me ne pento), nel mio lussuoso albergo con piscina sulla 5th Avenida.<br />
provo a prendere un taxi come Josè&#8230;ormai lo sapevo fare&#8230;ma nulla, non sono capace, pensavo di saperlo fare! mi tocca arrivare sulla Malecùn a piedi per poter trovare qualcuno che mi riporti in albergo&#8230;in tempo per comprare una sim card cubana per ricevere telefonate&#8230;<br />
Torno in albergo soddisfatto del giro, e contento per aver sfruttato la gentilezza offertami dalla gente locale&#8230;<br />
..è cominciato il viaggio che volevo, proprio come lo avevo immaginato&#8230;</p>
<p>L&#8217;Habana, 27 dicembre 2008, ore 3:47</p>
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		<title>Feliz Navidad</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Dec 2008 12:59:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div><p>Feliz navidad da Madrid!</p>
<p>A quanto pare ho deciso di farmi tenere compagnia dal mio Blog in questo viaggio. Sono a Madrid, scalo da Roma, destinazione Avana. Il tempo è bellissimo, e la mia nottata longa mi ha permesso di prendere sonno prima del rollaggio dell&#8217;aereo a Fiumicino. Mi guardo intorno ed ogni tanto sento qualche frase in Italiano, tra le persone che, come ma, hanno destinazione Cuba, con scalo qua.Madrid dall&#8217;alto era bellissima (per chi ha in programma), non ci sono mai stato, ma sarà un viaggio che a breve farù.<br />
Mi devo abituare alla lingua, perchè parlerù Italiano solo il 27 sera, all&#8217;arrivo di Andrea, Antonio e Stefano. Tanti gli sms di Natale&#8230;e tanti i consigli, da chi, come Ale, ha già vissuto Cuba.<br />
La cameriera del bar dell&#8217;areoporto, mi ha visto distratto, mi ha appena buttato l&#8217;altra metà del mio panino&#8230;fanculos&#8230;devo imparare lo spagnolo.<br />
non so quanto riuscitù a trasportare la mia Oleskine qua sopra&#8230;perù mi piacerebbe farlo, per poter rileggere le impressioni scritte a caldo, durante questo viaggio.<br />
Ops&#8230;la cameriera mi ha riportato un panino nuovo <img src='http://www.gigas.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> ) Perdonata!</p>
<p>Ok, mio caro blog, mi sa che ti riapro a Cuba&#8230;e chissà&#8230;forse con qualche scatto già fatto!</p>
<p>Madrid 25 dicembre 2008, ore 14,20.</p>
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		<title>Il mio viaggio per Cuba</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Dec 2008 16:21:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E' anche la vigilia del mio viaggio a Cuba, ormai ci siamo, il tempo non si ferma, tra poche ore volerù a Madrid, e di seguito per l'Avana. I miei grazie vanno a chi mi ha stimolato a partire per Cuba...]]></description>
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			</div><div style="clear:both"></div><div style="padding-bottom:4px;"></div><p>E&#8217; arrivato il 24 dicembre, una vigilia diversa, una vigilia ricca di altre emozioni e priva di quelle che hanno caratterizzato gli ultimi anni. Una vigilia particolare. E&#8217; anche la vigilia del mio viaggio a Cuba, ormai ci siamo, il tempo non si ferma, tra poche ore volerù a Madrid, e di seguito per l&#8217;Avana. Mi aspettano 14 giorni di scatti, fotogrammi da costruire e mettere in sequenza, per capire dove sto andando, ma sopratutto dove sono in grado di andare. Paradiso fotografico per eccellenza, voglio tornare e pubblicare il mio secondo libro (il primo non è stato ancora distribuito <img src='http://www.gigas.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> . Comincerà un anno lavorativo diverso, molto impegnativo, augurando che possa dare ancora più soddisfazioni del precedente. Solitamente si fanno dei bilanci, in questi periodi, per i miei, lascio al mio commercialista il compito, credo che personalmente stia voltando pagina, cercando di capire di più, e di dare ancora più senso a quello che faccio, un senso ordinato, un senso continuativo, e soprattutto ordinato.<br />
Bene&#8230;la mia mela dice che sono le 17.34 (minuti il doppio delle ore), e vado a finire la valigia&#8230;mettere in carica quello che mi serve per domani mattina, e poi a cena in Famiglia. Notte di auguri, e appena sorge il sole in viaggio: alle 8,30 sarù a Fiumicino, alle 10,30 partirù&#8230;13 a madrid e solo alle 20,30 (ora locale) all&#8217;Avana, in tutto il suo fascino.<br />
Non so quanto riuscirù a passare (non tanto su fb) sul mio Blog o sul mio Flickr per mettere già qualche scatto&#8230;ma quello che sarà possibile farù: non mi stacco da un mondo che mi da da vivere di soddisfazioni, e che mi appartiene&#8230;<br />
Ed è qui che lascio il mio augurio di Natale, non rispondendo alle catene di sms del 25&#8230;e poi del 1 gennaio. Chi volevo sentire oggi l&#8217;ho sentito.<br />
I miei grazie vanno a chi mi ha stimolato a partire per Cuba&#8230;nonostante tutto, ed a chi, in condizioni avverse, è stato presente nelle ultime settimane, anche con una semplice cena&#8230;<br />
Buon Natale&#8230;</p>
<p>Ale</p>
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